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Giornata della memoria, Mattarella: «Mai più razzismo e culto della personalità»

Sicilia, Politica
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella

«Il valore della Memoria non si esprime soltanto nel ricordo, doveroso e partecipe, delle vittime e delle immani sofferenze loro inflitte. Ma è espresso nell’impegno che, alla fine della Seconda Guerra mondiale, gli uomini liberi e gli Stati democratici presero, sulle ceneri di Auschwitz, per dire mai più». Lo ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Giorno della Memoria.

«Un impegno oggi ci unisce e ci interpella - ha proseguito il Capo dello Stato -. Mai più a un mondo dominato dalla violenza, dalla sopraffazione, dal razzismo, dal culto della personalità, dalle aggressioni, dalla guerra. Mai più a uno Stato che calpesta libertà e diritti. Mai più a una società che discrimina, divide, isola e perseguita. Mai più a una cultura o a una ideologia che inneggia alla superiorità razziale, all’intolleranza, al fanatismo».

«La Shoah fu un unicum nella storia dell’uomo, pur segnata da sempre da barbarie, guerre, stragi ed eccidi - ha ricordato in un altro passaggio Mattarella -- Nessuno Stato aveva mai, come scrisse lo storico tedesco Eberhard Jäckel, deciso e annunciato, con l’autorità e sotto la responsabilità del proprio leader, di voler uccidere, il più possibile e senza sosta, un determinato gruppo di esseri umani, inclusi gli anziani, le donne, i bambini e i neonati; e mai aveva messo in atto questa decisione con tutti i mezzi possibili al potere statale. Questo gruppo era costituito soprattutto dagli ebrei, considerati il livello più basso nella folle gerarchia umana, concepita dai nazifascisti. Ma nei campi di sterminio perirono anche prigionieri di guerra, oppositori politici, omosessuali, rom e sinti, testimoni di Geova, appartenenti ad altre minoranze etniche o religiose. Gli ebrei italiani vittime delle persecuzioni razziste sono migliaia di persone, la maggioranza delle quali scomparse nell’oscuro universo di Auschwitz».

«La Shoah rappresenta l'abisso dell'umanità. Un male che ha toccato in profondità anche la nostra Nazione con l'infamia delle leggi razziali del 1938. È nostro dovere fare in modo che la memoria di quei fatti e di ciò che è successo non si riduca ad un mero esercizio di stile», ha scritto in una Giorgia Meloni in un messaggio in occasione del giorno della Memoria.

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