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Sicilia, commissari in 278 Comuni che non hanno approvato il bilancio: c'è anche Palermo

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Un disastro annunciato: ben 278 su 391 Comuni siciliani sono senza il bilancio. Il 71% delle istituzioni più vicine ai cittadini, quindi, sono state commissariate dalla Regione per la mancata approvazione del bilancio consuntivo 2021 entro il termine di legge, fissato per il 30 aprile.

Il decreto è stato firmato dall’assessore regionale delle Autonomie locali e della Funzione pubblica, Marco Zambuto, che ha nominato i commissari ad acta per svolgere preliminarmente le necessarie funzioni di impulso e di sollecitazione per l’approvazione del rendiconto di gestione dell’esercizio finanziario dello scorso anno, sostituendosi se necessario agli organi inadempienti. Le statistiche testimoniano come la situazione sia tragica: in provincia di Agrigento sono 34 i Comuni commissariati su 43, compreso il capoluogo; a Caltanissetta 16 su 22. Percentuali altissime della provincia di Catania con 43 Comuni commissariati su 58, compreso il capoluogo. A Enna (capoluogo compreso) 14 su 29. Le provincie di Messina e Palermo sono in linea con il trend, 83 su 108 per il territorio messinese, 53 su 83 per il palermitano. In entrambi i casi, i capoluoghi sono compresi. A Ragusa sono 9 su 12, a Siracusa 10 su 21 mentre a Trapani sono 16 i Comuni commissariati su 25, compreso il capoluogo.

«I numeri e le statistiche certificano come questo sia un problema sistemico – commenta l’assessore regionale delle Autonomie locali e della Funzione pubblica, Marco Zambuto - , è l’evidenza di come i Comuni siciliani siano in difficoltà alla normativa in materia finanziaria».

Il 27 maggio gli enti locali sono stati invitati a comunicare gli estremi di approvazione del rendiconto, con l’avvertenza che la mancanza di notizie avrebbe determinato una presunzione di inadempienza e conseguente attivazione della procedura sostitutiva.

«C’è stata una riforma statale verso il federalismo fiscale che ha messo in seria difficoltà i Comuni – spiega l’assessore regionale - : da qui nasce la grande difficoltà che stiamo analizzando. Sono venuti a mancare trasferimenti dallo Stato e nel tempo sono diminuiti anche quella della Regione. È proprio il sistema che non funziona». La questione non ha colore politico: tutte le fazione sono colpite dalla problematica e questo comporta notevoli difficoltà.

«In questi anni abbiamo portato avanti una battaglia importante – continua Zambuto – per aumentare i trasferimenti regionali verso i Comuni». Secondo la tabella, effettuando un confronto delle assegnazioni regionali ai Comuni negli anni compresi tra il 2017 e il 2021, la Regione Siciliana ha erogato 4 miliardi di euro in cinque annualità. Nel dettaglio: 736 milioni e 787 mila euro nel 2017, 817 milioni e 527 mila euro nel 2018, 756 milioni e 086 mila euro nel 2019, 797 milioni e 718 mila euro nel 2020 e 870 milioni e 544 mila euro.

«Abbiamo fatto sì che nella commissione paritetica tra Stato e Regioni venisse riconosciuta la specialità della Sicilia e venisse riconosciuto il problema dell’insularità» aggiunge. In uno studio della Regione, si certifica come vivere in Sicilia costi 6 miliardi e mezzo in più rispetto ad una regione non insulare. Fondi che poi, secondo Zambuto, potrebbero essere in parte girati ai Comuni che hanno decisamente bisogno di una boccata d’ossigeno. «I commissari sono stati inviati solo ora perché comprendiamo la grande difficoltà dei Comuni”. I costi dei commissari sono a carico dei Comuni inadempienti.

Il futuro non è certo facile, la politica si deve attivare su tutti i livelli perché «i Comuni sono stati lasciati fin troppo soli nella gestione di servizi, dopo che sono stati anche chiamati a contribuire al ripianamento dei debiti dello Stato» conclude l’assessore. Insomma, ci vuole una soluzione rapida, diversamente ogni anno sarà sempre peggio.

 

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