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Sicilia, braccio di ferro dei partiti sul tesoretto da 23 milioni: alle Zes o ai precari?

I fondi sono il frutto della chiusura della liquidazione dell’Ente minerario siciliano. C'è anche chi vorrebbe destinarli all'agricoltura

L'assessore all'economia Gaetano Armao

Sull’ultimo tesoretto della legislatura, che vale almeno 23 milioni, è andato in scena un tutti contro tutti all’Ars che fotografa perfettamente gli schieramenti in campo in questa campagna elettorale. E che ha impedito di portare al traguardo la manovra correttiva da oltre 900 milioni, approvata ormai quasi per intero. Lo scrive Giacinto Pipitone sul Giornale di Sicilia in edicola oggi.

Il tesoretto è quello che l’assessore all’Economia, Gaetano Armao, ha individuato quale frutto della chiusura della liquidazione dell’Ems (l’Ente minerario siciliano). La norma inserita nel testo del governo destina tutto il tesoretto all’Irfis, che così dovrebbe fare bandi per finanziare opere infrastrutturali nelle nascenti Zes siciliane. Una misura spinta da Confindustria, che con il presidente Alessandro Albanese si era indignata delle varie proposte di destinare ad altro questi fondi. E tuttavia queste proposte sono tornate ieri d’attualità. Al momento di votare la norma Forza Italia e l’Mpa hanno presentato un emendamento per utilizzare tutti i 23 milioni in modo diametralmente opposto: «Servano per i cantieri di lavoro». Il Pd, invece, vorrebbe destinarli per l'agricoltura.

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