Martedì, 05 Luglio 2022
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LA CIRCOLARE

Covid, in Sicilia prorogati i contratti dei 9 mila precari tra medici, sanitari e amministrativi

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L'assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza

Dopo un lungo dibattito è arrivato il via libera: saranno prorogati per tutto il 2022 i contratti per il personale, compresi gli amministrativi, impegnati nell'emergenza coronavirus. La decisione della giunta regionale arriva attraverso una circolare firmata dall’assessore regionale alla Salute Ruggero Razza e dal direttore generale della “pianificazione strategica” Mario La Rocca hanno inviato alle Aziende Sanitarie, al Cefpas e alle organizzazioni sindacali della sanità regionale.

Ecco la circolare della Regione

Il provvedimento è stato discusso stamani nel corso della seduta della commissione Salute dell'Ars, presieduta da Margherita La Rocca Ruvolo. "Abbiamo fatto un passo avanti importante con l'atto di indirizzo che ho presentato al Parlamento siciliano", afferma Razza.
"Adesso i prossimi step sono l'uscita dallo stato d'emergenza e la gestione della pandemia nella speranza di poterne uscire definitivamente il prima possibile", aggiunge.

Da settimane il personale che a vario titolo è impiegato nella macchina anti-Covid chiedeva garanzie alla Regione in vista dello stop allo stato di emergenza fissato per il 31 marzo. A partire da quella data, infatti, chiuderanno le strutture dedicate e in Sicilia quasi 9 mila persone temevano di perdere il posto dopo circa due anni.

L’incremento dei casi e l’aumento dell’incidenza sono dei campanelli d'allarme che hanno indotto l’assessorato alla Sanità a non smantellare completamente l'apparato burocratico.  Proroghe, dunque, per gli amministrativi e ovviamente anche per medici e personale sanitario, anche se dalla Regione precisano che eventuali rimodulazioni di orari saranno decisi localmente in base alle esigenze. Inoltre, per quanto riguarda medici e sanitari, dal prossimo primo luglio fino al 31 dicembre 2023, si potrà procedere con i percorsi di stabilizzazione attraverso concorsi in base al fabbisogno del territorio. "Ai bandi potrà accedere chi ha almeno 18 mesi di servizio (in periodo pandemico), anche non continuativi dei quali almeno 6 nel periodo tra il 31 gennaio 2020 e il 30 giugno 2022".

Per quanto riguarda i non specializzandi e il personale non medico le Asp potranno attivare in house, di concerto e con il supporto del Cefpas, i corsi formativi per il riconoscimento dell’attestato di Emergenza Sanitaria Territoriale. Questi corsi potranno esser finalizzati a potenziare le attività di ausilio e supporto presso le strutture di emergenza urgenza e le Centrali operative del 118. La ricognizione di questo tipo di personale dovrà essere fatta e comunicata entro il 25 marzo.

Per quanto riguarda gli amministrativi, gli informatici ed il personale non sanitario, il loro impiego è risultato “imprescindibile al fine del costante espletamento di tutti gli adempimenti. Essi alimentano infatti il sistema di sorveglianza dei dati, quello di segnalazione dei positivi e la registrazione delle vaccinazioni.”.

Ogni singola azienda dovrà comunque valutare la rimodulazione oraria in base ai fabbisogni.  Le aziende sanitarie ed ospedaliere dovranno realizzare una ricognizione delle reali necessità dell'organico.

C'è però un obbligo indicato da Razza e da La Rocca, come si legge nella circolare: “Al fine di consentire un ripristino delle ordinarie attività di reclutamento dall’esterno nel periodo infra descritto, codeste Aziende in indirizzo dovranno procedere all’indizione di apposite procedure selettive per la formulazione graduatorie, anche a tempo determinato”.

Le selezioni dovranno rispettare la programmazione aziendale approvata e la sostenibilità economica risultante dai bilanci aziendali. Per i precari, conclude la direttiva, si potranno prevedere requisiti specifici di valutazione che valorizzino il servizio prestato durante l’emergenza pandemica.

Le reazioni

Dopo l'audizione in Commissione per la proroga dei precari dell'emergenza Covid arriva la dura reazione dei deputati di M5s all'Ars, componenti della commissione Sanità, Giorgio Pasqua, Antonio De Luca, Salvatore Siragusa e Francesco Cappello: “Ancora una volta la montagna ha partorito il topolino, l'unica certezza sono le date stabilite dallo Stato che rinvia la scadenza di tutti i contratti al 31.12.2022 lasciando immutato tutto esattamente com'è. Nessuna prospettiva sulla gestione del Covid, nessuna indicazione univoca alle Asp che continueranno ad essere superate da decisioni commissariali che al momento non hanno più senso di esistere. La manovra elettorale è servita, ma è destinata a lasciare l'amaro in bocca a parecchi”.

“La Regione - dicono - si è mossa solo nel solco di quanto stabilito dallo Stato, cogliendo al balzo la possibilità della proroga post elezioni regionali sino al 31.12.2022 e rinviando a successive norme dello Stato il destino di quanti non rientrerebbero nelle procedure di stabilizzazioni previste dalla legge dello Stato nell'ultima finanziaria seguendo procedure concorsuali secondo la norma Madia. Considerato che la Regione non ha alcun piano di rimodulazione degli hub, drive in e Usca, non si capisce sulla base di quali criteri le aziende sanitarie provinciali dovrebbero realizzare piani di fabbisogno del personale per l'emergenza di cui però si prevede già una ridimensionamento del monte ore”.

Anche il Pd storce il muso. “Abbiamo chiesto la proroga di tutti gli operatori sanitari ed amministrativi che stanno operando in Sicilia per l’emergenza Covid, mentre nella circolare illustrata dall’assessore Razza ci sono aspetti poco convincenti che rischiano di trasformare questa vicenda in una maionese impazzita”, dicono il capogruppo Giuseppe Lupo ed i componenti del Pd in commissione sanità dell’Ars Antonello Cracolici e Giuseppe Arancio.
“I dubbi che abbiamo esposto nel corso della riunione della commissione – aggiungono i parlamentari del Pd - riguardano la diversità di trattamento per le diverse figure interessate. La circolare indica infatti per le figure sanitarie, medici specializzati e non specializzati, infermieri ed operatori sociosanitari, per i quali è prevista una proroga fino al 30 giugno, nella prospettiva di una ulteriore proroga fino al 31 dicembre 2022 per poi avviare le procedure di stabilizzazione. Per gli specializzandi, ovvero coloro che frequentano gli ultimi due anni delle scuole di specializzazione, la proroga si farebbe fino al 31 dicembre. Il personale amministrativo avrebbe una proroga al 31 dicembre, ma solo sulla base dei fabbisogni che dovrebbero essere valutati e definiti dai direttori delle aziende sanitarie ed ospedaliere, anche considerando una riduzione dell’orario di lavoro che potrà essere diverso per ogni singola azienda”.
“Oltretutto – aggiungono Lupo, Cracolici ed Arancio – tutto questo avverrebbe sulla base di una circolare che non costituisce una fonte giuridica certa e dunque porterà i singoli direttori ad agire con una discrezionalità che aprirà una fase di difficile gestione. Anche perché gli incarichi dei direttori delle aziende sanitarie ed ospedaliere stanno a loro volta per scadere e molti di essi saranno ‘trasformati’ in commissari, i quali potranno lavorare con forti limitazioni rispetto ai loro attuali poteri”.

Soddisfatta invece la deputata leghista Marianna Caronia: "Sono contenta che finalmente e seguendo le indicazioni che anche noi avevamo dato, si sia sbloccata la procedura per prolungare i contratti di tutto il personale medico, sanitario e amministrativo assunto per fronteggiare la diffusione del Covid. I numeri ci ricordano ogni giorno che l'emergenza non è affatto finita e che non è pensabile sguarnire il nostro sistema sanitario. In prospettiva, guardando anche alle tante strutture sanitarie di base che saranno realizzate con i fondi del Pnrr, occorre pianificare come coinvolgere al meglio e in modo stabile questo personale e le sue professionalità. La pandemia ci ha insegnato che è fondamentale avere un sistema sanitario senza carenze di organico sia di tipo sanitario sia di tipo amministrativo, perché sia pronto a rispondere alle emergenze".

Plaude al provvedimento anche Elvira Amata, capogruppo di Fratelli d’Italia all’Ars che apprezza anche il percorso di stabilizzazione per il personale sanitario.

Il segretario generale della Cisl Fp Sicilia, Paolo Montera, e il segretario regionale con delega alla Sanità, Marco Corrao parlano di "un importante risultato che abbiamo auspicato e per il quale abbiamo lavorato a lungo". "Con questa direttiva – proseguono i sindacalisti – ci si avvia verso un percorso uniforme in tutta la Regione, così come da noi più volte sollecitato, e che speriamo possa portare alla definitiva stabilizzazione di questi precari. Come Cisl Fp, inoltre, siamo impegnati anche a livello nazionale, in Conferenza Stato-Regioni, affinché vengano incrementate le risorse a disposizione, al di là degli attuali tetti di spesa, così da permetterci di rinforzare la sanità siciliana nella sua globalità, ben oltre l’emergenza. Le criticità, da un punto di vista strutturale e degli organici, sono state sotto gli occhi di tutti ed è importante adesso agire al più presto possibile".

Soddisfatti anche Luisella Lionti ed Enzo Tango, segretari della Uil e Uil Fpl Sicilia: “Prendiamo atto positivamente della direttiva appena emanata dall’assessore alla Sanità, Ruggero Razza".  E aggiungono: “Alcuni contenuti lasciano sperare che il processo di stabilizzazione sia davvero reale. Restiamo comunque vigili e attendiamo l’incontro di giovedì prossimo in commissione sanità per meglio comprendere le strategie e i percorsi finalizzati a raggiungere questo obiettivo”.

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