Martedì, 18 Gennaio 2022
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DECRETO

Incidenti nelle scuole, attivato  lo scudo legale che protegge i presidi

Sicilia, Politica
Un'aula in una scuola

Un argine alla responsabilità dei presidi per gli incidenti negli istituti scolastici è  messo dallo scudo inserito dal Parlamento nel decreto legge fisco-lavoro (Dl 146/2021) durante la conversione in legge ed entrato in vigore lo scorso 21 dicembre.  Si tratta di una novità molto attesa, scrive Il Sole 24 Ore, che delimita  la responsabilità dei dirigenti scolastici, escludendola se si rispettano determinate condizioni. Finora, infatti, i presidi sono stati spesso chiamati in causa in caso di infortunio con l’accusa (ampia) di non aver predisposto tutte le misure organizzative in grado di garantire la sicurezza a scuola.

Ma, quando si parla di sicurezza negli istituti scolastici, accanto alle responsabilità dei presidi vengono in considerazione quelle degli amministratori locali. Perché, se i dirigenti scolastici sono equiparati ai “datori di lavoro”, i sindaci e i presidenti di provincia rappresentano “l’ente proprietario”, per questo spesso chiamati a rispondere, anche penalmente. È di inizio dicembre la notizia della richiesta di archiviazione per la sindaca di Crema, indagata per lesioni colpose dopo che un bimbo si era schiacciato una mano in una porta tagliafuoco all’asilo nido. Da tempo i primi cittadini chiedono al Governo di correggere le norme sulla responsabilità; ora novità dovrebbero arrivare con la riforma del Testo unico degli enti locali.

Riguardo ai presidi,  in base al decreto legge 146/2021, che modifica il Testo unico sulla sicurezza sul lavoro (decreto legislativo 81/2008), i dirigenti scolastici sono esentati da qualsiasi responsabilità civile, amministrativa e penale, a patto che abbiano chiesto tempestivamente gli interventi strutturali e di manutenzione necessari per garantire la sicurezza dei locali e degli edifici assegnati e che abbiano adottato le misure di carattere gestionale di loro competenza nei limiti delle risorse disponibili a legislazione vigente. Possono interdire l’uso di aule e spazi o anche dell’intero edificio, se, valutando con la diligenza del buon padre di famiglia, rilevano l’esistenza di un pericolo grave e immediato.

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