Sabato, 22 Gennaio 2022
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LA MANOVRA

Dall'Ars via libera alla proroga per i precari e agli sconti per i lidi. Scintille sui consorzi di bonifica

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Via libera alle proroghe per i precari, passa anche lo sconto sui canoni a carico dei gestori dei lidi. Sono le due misure principali che l'Ars ha approvato finora nel corso delle votazioni sulla manovra correttiva del 2021. Si tratta del primo km di una maratona che vede all'ordine del giorno da qui a fine anno varie leggi di natura finanziaria.
La norma sui precari, votata da ogni partito, prevede la proroga per due anni del contratto dei 4.600 Asu. E', questa, l'ultima grande categoria in attesa della stabilizzazione. Obiettivo fallito quest'anno perchè la norma votata all'Ars è stata impugnata dal governo nazionale. Dunque, per ora scatta solo la proroga del contratto fino al 31 dicembre 2023.
La stessa norma prevede la proroga per altri 436 precari che gravitano nella galassia regionale, impiegati in enti come le Camere di Commercio, i consorzi, gli Iacp e le opere pie. Restano esclusi dalle proroghe, almeno per ora, i precari dei Comuni in dissesto che proprio per la crisi finanziaria delle amministrazioni in cui sono impiegati non possono accedere neppure alla stabilizzazione. Per questo motivo la norma approvata provoca il disappunto del maggiore sindacato autonomo di categoria, l'Mgl guidato da Massimo Bontempo.
Approvato anche l'articolo che finanzia lo sconto del 50% dei canoni a carico dei gestori dei lidi balneari, costerà alla Regione 5,2 milioni. Ma gli uffici dell'Ars hanno ritenuto inammissibile un emendamento di Marianna Caronia, sostenuto da tutta la Lega, che avrebbe portato lo sconto fino alla totale esenzione per quest'anno. L'assessore all'Ambiente, Toto Cordaro, ha annunciato che la giunta è pronta a prolungare lo sconto del 50% anche per il 2022.

"Per quanto riguarda il fondo dei comuni, mi assumo l’impegno perchè nel prossimo esercizio si possano trovare ulteriori risorse», ha detto  il presidente della Regione Nello Musumeci intervenendo  nel corso della seduta. «Siamo tutti consapevoli della difficoltà in cui operano gli enti locali - ha proseguito - e lavoreremo perchè ulteriori risorse possano essere aggiunte a quelle che oggi abbiamo concordato in Aula». Su richiesta dell’Assemblea, in particolare del Pd e del M5s, il governo è riuscito infatti a rimpinguare il fondo di ulteriori 5 milioni a fronte del taglio inizialmente previsto di 10 milioni. Il presidente della Regione, poi, ha rivolto un invito ai gruppi parlamentari per esaminare al più presto il ddl di riforma dei consorzi di bonifica: «C'è la disponibilità del governo a rivedere eventuali articoli per superare qualunque ostacolo al varo definitivo da parte dell’Aula di una riforma attesa da oltre due anni», ha concluso.

A stretto giro la replica del presidente dell'Ars, Gianfranco Miccichè: "Non c'è un ritardo della conferenza dei capigruppo. La legge era arrivata in Aula, ma l’abbiamo rinviata in commissione, perchè c'erano diversi profili di illegittimità. Fermo restando che è una riforma difficile, non c'è stata una mancanza di volontà del Parlamento".  "Come ho detto recentemente - ha aggiunto - voglio evitare impugnative da parte dello Stato e riuscire a fare leggi che non vengano censurate dal Consiglio dei ministri. Appena il ddl tornerà per essere assegnato all’Aula, sarà nostra cura esaminarlo con assoluta priorità, anche per la richiesta che ci sta facendo lei come presidente e che non possiamo sottovalutare".

Infine,  per fronteggiare l’emergenza seguita alla drammatica esplosione di Ravanusa che ha causato la morte di nove persone, l’Assemblea regionale siciliana ha approvato l’emendamento che autorizza la spesa di un milione di euro in favore del Comune di Ravanusa. La deputata regionale Giusi Savarino, prima firmataria dell’emendamento presentato sulla variazione di bilancio, dice: “Ringrazio il governo Musumeci e i colleghi parlamentari per la sensibilità dimostrata nell’aver voluto dare un segnale immediato alla comunità di Ravanusa con un finanziamento da 1 milione introdotto già nel primo strumento normativo utile. Una somma che non restituirà la vita alle vittime di questa tragedia, ma che costituisce il primo tassello per ricostruire l’anima ferita della mia comunità».

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