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Comuni siciliani in rosso: il governo valuta i fondi ma non placa i sindaci

Sicilia, Politica
Il viceministro dell'Economia, Laura Castelli

Lo spiraglio per i sindaci siciliani arriva dalle parole del vice ministro dell'Economia e delle finanze, Laura Castelli. "Conosco molto bene il problema dei Comuni dell'isola, che ho sempre seguito in questi anni e ritengo che la prossima settimana si possa chiudere definitivamente il cerchio".

Parole che arrivano nel giorno in cui circa 150 primi cittadini si sono riuniti in assemblea per fare il punto sulla drammatica crisi degli enti locali e sull’impossibilità di offrire servizi adeguati ai cittadini e realizzare investimenti anche in vista dell’attivazione delle risorse del Pnrr.

"Abbiamo portato avanti - aggiunge il viceministro Castelli - tutte le interlocuzioni necessarie per arrivare ad una soluzione che consenta loro di chiudere i bilanci del 2021 e di risolvere le problematiche che li vedono attraversare una fase di tensione finanziaria che fonda le sue radici prima del Covid. Come Governo, nel rispetto delle prerogative di ciascuno - sottolinea Laura Castelli - ove fosse necessario, stiamo valutando anche il ricorso allo stanziamento di risorse aggiuntive, proprio per evitare che ad essere penalizzati possano essere i cittadini. Già in Manovra abbiamo assicurato ulteriori risorse per i Comuni della Sicilia in deficit strutturale".

Le rassicurazioni dei ministri però non placano la preoccupazione dei sindaci che sotto l'insegna dell'Anci Sicilia invieranno, nei prossimi giorni, una nota formale in cui sarà richiesto ai prefetti dell’Isola di incontrare, il prossimo 17 novembre, delegazioni di amministratori, provincia per provincia.  "Visto il rischio di crisi istituzionale i primi cittadini, in assenza di risposte concrete da parte del Governo nazionale, rappresenteranno le ragioni della mobilitazione non escludendo le dimissioni", ribadiscono in una nota.

Eppure qualcosa si muove, a giudicare dalle parole di Laura Castelli. Un auspicio che è sottolineato dal deputato siciliano del Pd Carmelo Miceli, che insieme a Pietro Navarra, Fausto Raciti e Santi Cappellani, sta tentando la strada della mediazione. Un pressing trasversale che vede in campo anche il sottosegretario grillino Giancarlo Cancelleri, mentre da Palermo l’assessore regionale agli Enti Locali, il forzista Marco Zambuto, ha chiesto sostegno al ministero dell’Economia tramite i ministri azzurri.

"I Comuni siciliani vanno messi nelle condizioni di chiudere i bilanci. Per questo sono soddisfatto per le parole del viceministro Laura Castelli che ha annunciato un intervento del Governo accogliendo il grido d'allarme dei sindaci", dice Miceli. "Bisogna consentire lo slittamento al 31 dicembre per la presentazione dei bilanci di previsione e ridurre, anche progressivamente, il fondo dei crediti di dubbia esigibilità. Ma subito dopo si punti a un intervento strutturale che agisca sulla capacità di riscossione che non può gravare solo sui Comuni. Dare una mano ai Comuni siciliani è una priorità, è indispensabile lo stanziamento di risorse aggiuntive tenendo conto dell'insularità".

I sindaci chiedono risposte certe perchè "siamo in presenza - si legge nel documento conclusivo dell'assemblea Anci – di una drammatica crisi istituzionale e di sistema che per la sua vastità sconvolge le amministrazioni a prescindere dalle questioni amministrative e gestionali e dagli orientamenti politici. "E’ necessario formalizzare un intervento normativo e finanziario soddisfacente a valere sull’anno in corso e sul prossimo triennio - conclude la nota -. Sebbene le proposte dell’Associazione siano state già sottoposte al Governo e al Senato  si è constatato che, ad oggi, non è stata ancora definita alcuna ipotesi concreta. Per tale ragione i sindaci sono costretti a proseguire con la mobilitazione e  chiedono che vengano messi nelle condizioni di evitare una crisi istituzionale senza precedenti con inevitabili conseguenze sui servizi ai cittadini, sulla tenuta sociale e sullo sviluppo del territorio”.

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