
Indietro non si torna, il disegno di legge è in dirittura d’arrivo e presto arriverà l’approvazione finale dell'Ars. Poche parole, ma nette. Arrivano dalla giunta siciliana guidata da Nello Musumeci e fotografano la posizione della Regione sull’iter del rendiconto 2019.
Il governo regionale non si ferma di fronte alle memorie depositate dalla Procura generale della Corte dei Conti in merito al ricorso presentato contro la parifica del documento, seppur parziale, fatta dalle Sezioni riunite della stessa Corte. Proprio sulla base di quella parifica, il governo Musumeci lo scorso 7 settembre aveva deliberato il disegno di legge poi trasmesso all’Assemblea regionale siciliana, che ha già votato l’articolato. Nelle sue conclusioni, la Procura generale ricorda all’Ars che l’organo supremo della Corte deve ancora pronunciarsi su quel ricorso, sottolineando che l’eventuale approvazione del disegno di legge, nelle more della decisione dei giudici, «darebbe luogo a un vulnus di tutela».
Ma da Palazzo d’Orleans fanno sapere che sull’iter «non può esserci alcuno stop. Ormai manca solo il voto finale del Parlamento. D’altronde, la Regione si è limitata a seguire la linea tracciata dalle Sezioni riunite, mentre le memorie della Procura generale sono arrivate troppo tardi. Quei rilievi, poi, non sono diretti verso il nostro governo, ma tracciano uno scontro interno alla Corte». Al di là del richiamo all’Ars, quello che emerge dalle 24 pagine firmate dai vice procuratori generali Adelisa Corsetti e Sabrina D’Alesio è il contrasto tra la stessa Procura generale, che insiste sulla presunta illegittimità di una parte del rendiconto, e le Sezioni riunite, che invece si sono pronunciate per la parifica, pur rilevando alcune criticità che la giunta Musumeci ha recepito nella delibera poi trasmessa all’Assemblea regionale.
I contenuti delle scontro giudiziario nell’articolo di Andrea D’Orazio, sul Giornale di Sicilia oggi in edicola.

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5 Commenti
Marcus Jolly
26/09/2021 07:07
Il dato concreto sono le criticità.
Zaza
26/09/2021 10:31
Come mai nessuno va a fare le pulci ad Orlando? Il comune di Palermo è nel baratro in tutti i campi , non ultimo quello finanziario.
ivan
27/09/2021 12:34
La Regione Sicilia non è uno stato sovrano o indipendente,,,,,,,,,,non è un territorio di proprietà privata ,,,,,,,,,non è cosa vostra,,,,,,,,,,,,rispetto x le istituzioni e per le leggi dello stato,,,,,,,all ars non sanno nemmeno di cosa sto parlando
Gabriele
26/09/2021 07:42
Ormai è chiaro a tutti, soprattutto ai nostri bravissimi ed onestissimi politici, che la Corte dei Conti è un cane che abbaia ma non morde....... avanti così, spregiudicamente sempre più a fondo
Ex elettore pd il capostipite
26/09/2021 08:23
Ma almeno dal rendiconto le hanno fatto sparire le scatole del monopoli, perché se ci metti soldi del monopoli magari può capitare che non te ne accorgi a se ci lasci pure la scatola te le vai a cercare le rogne
edoardo
26/09/2021 08:36
Evviva il governo di centrodestra: Meditate gente, meditate!
Giovanni
26/09/2021 10:00
A questo punto se la regione va avanti indipendentemente dal procedimento instaurato dalla Procura Generale della Corte dei conti, si deve valutare il grado effettivo di tutela che la Corte dei conti concretamente esercita con la legislazione vigente e intervenire a livello nazionale con dispositivi di legge che garantiscono la tutela effettiva e integrale del controllo del Bilancio dello Stato nei confronti delle regioni