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Strage di migranti, il sindaco di Lampedusa: "Continua il silenzio di Draghi". Salvini: "Ministro difenda legalità"

Lampedusa, migranti, Sicilia, Politica

Nuova strage di migranti nel mar Mediterraneo e scoppiano le polemiche. "Non si vuole prendere coscienza di quello che succede nel Mediterraneo, non vale a nulla la solidarietà che, adesso, ci arriverà. Perché la solidarietà deve essere vera e concreta", ha detto il sindaco di Lampedusa e Linosa, Totò Martello, dopo la morte almeno di 7 migranti.

"Continua il silenzio nei confronti del sindaco di Lampedusa - ha aggiunto - da parte del presidente Draghi. Sono passati 15 giorni, se non di più, da quando ho chiesto d’essere convocato per discutere di quello che avviene nel Mediterraneo. Ed essendo presente sul territorio, potrei sicuramente portare una visuale diversa sul fenomeno".

"Ennesimo colpevole naufragio - ribatte su Twitter il deputato di LeU, Erasmo Palazzotto -. Ennesima tragedia in mare. Ennesima omissione di soccorso. Serve ripristinare un dispositivo europeo di soccorso. E serve ora. Prima che a naufragare sia la nostra civiltà".

"Siamo già a più del triplo degli sbarchi rispetto all’anno scorso e nell’estate post-Covid non è pensabile - tuona il leader della Lega, Matteo Salvini, a Bologna durante la visita ad un banchetto del Carroccio -. Ricordo che da ministro ho l’orgoglio di aver dimezzato il numero dei morti. Più gente metti sui barchini e sui barconi nelle mani degli scafisti più gente condanni a morte. Su questo con Draghi siamo perfettamente d’accordo e lo ringrazio per portare su tutti i tavoli internazionali il tema".

"Il ministro dell’Interno faccia il ministro dell’Interno. Il ministro dell’Interno faccia quello che fanno Francia, Spagna, Grecia, Malta e Slovenia: difenda il diritto e la legalità. Non è pensabile un luglio e agosto di sbarchi continui per problemi economici, sociali e sanitari", ha concluso il senatore.

Intanto, è stato aperto un fascicolo d’inchiesta, a carico di ignoti, per naufragio, dalla Procura di Agrigento. A coordinarlo, in queste primissime battute, è il procuratore capo Luigi Patronaggio. "Alla vista delle motovedette della Guardia costiera, i migranti presenti sul barcone si sono sbilanciati - ha detto Patronaggio, ricostruendo per grandi linee la tragedia -. Tanti sono finiti in mare o perché mal distribuiti sul barcone o perché hanno perso l’equilibrio. Sulle salme verrà eseguito un esame esterno direttamente a Lampedusa. E poi, se dal caso, decideremo se disporre o meno autopsia".

“È insopportabile leggere ancora di naufragi al largo di Lampedusa. Insopportabile perché sappiamo che queste persone continueranno ad arrivare per tutta l’estate. Insopportabile perché l’Europa può e deve porre rimedio a questa strage nota e annunciata. Insopportabile perché tutto questo avviene a pochi metri dalle spiagge di Lampedusa, stracolme di turisti, nell’indifferenza generale”. Così in una nota l’eurodeputato e vicepresidente della Commissione LIBE a Bruxelles, Pietro Bartolo (S&D).

“Almeno sette donne (non sappiamo ancora quanti siano i dispersi) sono morte - prosegue Bartolo - in un naufragio a 5 miglia da Lampedusa. Cinque miglia. Erano arrivati. Potevano essere tratte in salvo in tempo. Lo chiediamo da mesi, non smetteremo di farlo: serve una missione di ricerca e soccorso nelle acque del Mediterraneo. È immorale - conclude l’esponente del gruppo S&D al Parlamento Europeo - restare immobili davanti a tutto questo. Lo ripeto: serve una missione di ricerca e soccorso nelle acque del Mediterraneo. Subito”.

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