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Niente social né conferenze stampa, la comunicazione di Mario Draghi

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Mario Draghi

Comunicare solo quando c'è qualcosa da dire: far parlare i fatti. Il neo Presidente del Consiglio, Mario Draghi, lo ha detto chiaro e tondo durante il suo primo Consiglio dei Ministri, il 13 febbraio scorso. E da allora si è attenuto rigorosamente a questa linea.

Un intervento di circa 50 minuti al Senato per presentare le linee programmatiche del Governo, rispettando rigorosamente il testo scritto. La personale consegna del suo intervento alla Camera. Due repliche a braccio al Senato e alla Camera, dopo avere ascoltato tutti gli interventi dei parlamentari, tanto da meritarsi l’appellativo di 'vescica di ferro' tra gli onorevoli più impertinenti.
Nelle repliche Draghi ha accuratamente evitato di ripetere i temi del suo intervento programmatico, applicando la regola del 'ne bis in idem'. Un accenno sullo sport, una puntualizzazione sul turismo, un passaggio sulla corruzione. Ma soprattutto una frase che conferma la linea 'fatti non parole': «Ringrazio per la stima ma anche questa dovrà essere giustificata e validata nei fatti dal Governo da me presieduto».

Le parole di Draghi sono finite lì, fatto salvo un asciutto intervento per l’inaugurazione dell’anno giudiziario della Corte dei Conti. Nulla ai giuramenti dei ministri e dei sottosegretari. Le nomine di Curcio alla Protezione civile e Figliuolo a Commissario per l’emergenza covid sono state rese note con un comunicato. Simile la formula per gli uscenti Borrelli e Arcuri: a Borrelli vanno «i ringraziamenti per l’impegno profuso e il lavoro svolto in questi anni»; ad Arcuri «i ringraziamenti del Governo per l’impegno e lo spirito di dedizione con cui ha svolto il compito a lui affidato in un momento di particolare emergenza per il Paese».

Il primo decreto legge che ha eliminato la possibilità di visitare parenti e amici nelle zone rosse è stato divulgato con il comunicato stampa del Consiglio dei Ministri. Il Dpcm, che regolerà le vite degli italiani a partire dal 6 marzo, è stato illustrato oggi alla stampa dai ministri Gelmini e Speranza, affiancati dagli esperti Locatelli e Brusaferro. Per le richieste di accredito alla conferenza di palazzo Chigi, i giornalisti in autonomia hanno fatto capo all’Associazione Stampa Parlamentare.

Prima ancora, la decisione di Draghi di creare un ministero per la Transizione ecologica era stata divulgata dal Wwf, al termine di una consultazione. La decisione di non esercitare la golden power per il Credito Valtellinese era stata comunicata dagli acquirenti del Credit Agricole.

Mario Draghi non usa i social, neppure Twitter e Facebook. Renzi e Conte da premier ne hanno fatto largo uso. Non esiste un intervento sui media di Draghi, neppure per il G7 e per il Consiglio europeo, svoltisi in videoconferenza.

Oggi Draghi non ha detto pubblicamente alcunchè neppure all’ambasciata italiana presso la Santa Sede, in occasione della celebrazione dei Patti Lateranensi. E’ stato lui ad accogliere personalmente i cardinali Parolin e Bassetti, rispettivamente Segretario di Stato e Presidente della Cei. Il prossimo intervento pubblico è programmato per il 24 marzo al Senato, in vista del Consiglio europeo del 25 e 26 marzo. Qualche giornalista scommette sull'eventualità che Draghi non pronunci un suono fino ad allora.

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