Giovedì, 24 Giugno 2021
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LOTTA AL VIRUS

Speranza firma il decreto per la distribuzione degli anticorpi monoclonali

«Sulla base delle indicazioni dell’Agenzia Italiana del Farmaco e del parere del Consiglio Superiore di Sanità ho appena firmato il decreto che autorizza la distribuzione, in via straordinaria, degli anticorpi monoclonali. Così abbiamo, insieme ai vaccini, una possibilità in più per contrastare il Covid 19». Lo scrive su Facebook il ministro della Salute, Roberto Speranza.

Dopo l'ok all'uso, l'Aifa ha precisato che la scelta in merito alle «modalità di prescrizione degli anticorpi monoclonali, come pure la definizione degli specifici aspetti organizzativi, potrà essere lasciata alle singole Regioni».

La Commissione tecnico scientifica Aifa richiama inoltre l’attenzione sugli aspetti organizzativi legati al trattamento, e sottolinea in particolare che l’infusione endovenosa dei farmaci deve essere effettuata in un tempo di 60 minuti (seguiti da altri 60 minuti di osservazione) in setting che consentano una pronta ed appropriata gestione di eventuali reazioni avverse gravi. Sulla base di tali considerazioni, «pur rilevando l’esistenza di prove di efficacia ancora preliminari - si legge nel parere della Cts -. Si ritiene che i suddetti farmaci (previa verifica della loro effettiva disponibilità) possano essere resi disponibili con procedura straordinaria e a fronte di una rivalutazione continua sulla base delle nuove evidenze disponibili, dell’arrivo di nuovi anticorpi monoclonali o altri farmaci, e delle eventuali decisioni assunte in merito da EMA».

Si ribadisce tuttavia «l'assoluta necessità di acquisire nuove evidenze scientifiche che consentano di stimare più chiaramente il valore clinico degli anticorpi e definire le popolazioni di pazienti che ne possano maggiormente beneficiare».

In particolare, «dal momento che tali farmaci non possono essere attualmente considerati uno standard di cura, la Commissione ritiene fondamentale sia la prosecuzione degli studi in corso sia l’avvio di nuovi studi clinici, anche comparativi». A tal fine, rileva la Cts, «si ritiene che gli studi indipendenti promossi dall’agenzia con l'attuale bando potranno rappresentare un’utilissima fonte di ulteriori evidenze».

 

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