Mercoledì, 03 Marzo 2021
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Forza Italia in Sicilia, dopo Scoma anche Germanà "in uscita"

Da "granaio" dei voti a epicentro di quella slavina che sta oramai sgretolando il peso di Forza Italia negli assetti politici nazionali. La Sicilia diventa sempre più l'epicentro di quella costante fuga di parlamentari che mette in pericolo la stessa presenza del partito sul territorio. Un amore, quello tra l’Isola e Berlusconi oramai al tramonto; dapprima l'emorragia di voti, oggi a preoccupare sono i cambi di casacca. L'ultimo in ordine di tempo è un personaggio di peso, Francesco Scoma, 58 anni, folgorato sulla strada di Matteo Renzi.

Il bancario in aspettativa, fedelissimo di Gianfranco Miccichè, tra i fautori di quel "61 a zero" oramai archiviato tra gli sbiaditi ricordi di lontani fasti, ha scelto di passare armi e bagagli nella nuova creatura dell’ex premier. Un "passaggio" che pare avere determinato, soprattutto nella pattuglia siciliana, riflessioni degne di attenzione. I soliti ben informati parlano di Scoma come di un apripista: sarebbe pronto a seguirlo un altro colonnello azzurro, il messinese Nino Germanà. Uomo forte, portatore di voti, con un seguito nella città dello Stretto non indifferente.

La pattuglia dei berlusconiani siciliani si assottiglia irrimediabilmente, rischiando di potere contare alla Camera solo su tre parlamentari. Già prima di Scoma aveva dato l’addio il deputato Nino Minardo. Ma se 2 cambi di casacca, nello scacchiere nazionale appaiono risibili, acquistano un significato differente quando i numeri della fuga vengono letti usando la lente palermitana. All’Assemblea regionale siciliana lo smottamento ha oramai acquistato i contorni di una frana. Solo in questa legislatura la rappresentanza forzista ha perso nomi come Marianna Caronia, Salvatore Lentini, Luigi Genovese, Orazio Ragusa e Rossana Cannata, quest’ultima sorella del sindaco di Avola Luca Cannata, entrambi fuoriusciti da Forza Italia e migrati verso Giorgia Meloni. Altro abbandono eccellente quello del sindaco di Catania Salvo Pogliese, rimasto l’unico sindaco azzurro di una città metropolitana.

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