Martedì, 26 Maggio 2020
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Coronavirus, in arrivo il nuovo decreto: reddito di cittadinanza per l'emergenza, bonus e soldi ad aziende

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Il premier Giuseppe Conte

Sono due le manovre su cui sta lavorando il governo. Da un lato, si sta pensando nell'immediato alle imprese con un maxi-piano per aumentare le garanzie pubbliche e dare liquidità, anche alle aziende più grandi, per oltre 500 miliardi. E dall'altro, si sta cercando di predisporre un decreto, che arriverà a ridosso di Pasqua, che prevede interventi mirati per chi ha avuto più danni con l'emergenza Coronavirus, dagli autonomi alle piccole attività che hanno dovuto chiudere, che potrebbero vedere salire il bonus, alle famiglie, comprese quelle più in difficoltà e chi "non ha niente", che potrà chiedere il nuovo reddito di emergenza, per il quale il governo punta a stanziare fino a 3 miliardi.

Per fare arrivare risorse fresche "all'economia reale", che il Pd chiede siano vincolate, però, "al mantenimento dei posti di lavoro", l'esecutivo ha deciso di anticipare con un decreto ad hoc il nuovo intervento sulle garanzie, che dovrebbe arrivare in Cdm già venerdì. E non si esclude che in quella occasione si possa procedere anche con il rafforzamento del Golden power per proteggere anche banche e assicurazioni dal rischio scalata come anche suggerito dal presidente Abi Patuelli che ha esortato a guardare alle misure già varate dalla Francia.

Per aiutare il comparto produttivo, spiega il ministro Roberto Gualtieri, si tratterà di "rafforzare" le misure già adottate con il decreto Cura Italia - quindi con ogni probabilità, potenziare sia il Fondo di Garanzia delle Pmi sia le possibilità di intervento di Cdp - per arrivare al "rilascio di garanzie fino al 90% per importi di finanziamento anche molto significativi a tutte le imprese italiane". Comprese le grandi, dunque, dopo che finora l'acceso a agevolato al nuovo credito (oltre alla moratoria dei prestiti in essere) si era concentrato su piccole e piccolissime imprese.

Questa ulteriore iniezione di garanzie consentirà, nei calcoli del governo di arrivare a liberare risorse "ben oltre 500 miliardi", sulla falsariga di quanto messo in campo dagli altri Paesi europei. E se il Fondo per le Pmi diventerà un Fondo per l'industria magari con un aumento della 'potenza di fuoco fino a 7-8 miliardi, come ipotizzato dal ministro Stefano Patuanelli, sarà possibile puntellare anche le grandi imprese che, certo, avevano più margini per reggere al primissimo impatto dell'emergenza ma che rischiano di avere problemi quanto più si protrarranno le chiusure nel tentativo di contenere l'epidemia.

Per chi si farà carico di anticipare la cassa integrazione, peraltro, si sta studiando una garanzia ad hoc mentre "non ci sono rischi" né "costi" per chi sfrutterà il canale bancario per avere la Cig in attesa che venga erogata dall'Inps. Per dare più ossigeno alle imprese le opposizioni, Lega in testa, chiedono anche di sospendere sugar e plastic tax: riflessione, assicura il ministro dell'Ambiente Sergio Costa, che è aperta anche nella maggioranza.

Se ne riparlerà di qui al decreto aprile nel quale, conferma Gualtieri, ci sarà un aumento, probabilmente fino a 800 euro il bonus per gli autonomi ad aprile. Accanto al bonus arriverà, ribadisce la titolare del Lavoro, Nunzia Catalfo, anche il reddito di emergenza, che potrebbe arrivare invece fino a "600 euro", con un ampliamento temporaneo della platea Reddito di cittadinanza, "allentando il criterio della proprietà della casa".

Per le famiglie, inoltre, il ministro Elena Bonetti insiste a chiedere di estendere ai figli fino a 14 anni l'assegno mensile per i nuovi nati (160 euro a figlio per i redditi Isee fino a 7mila euro, 120 tra i 7 e i 40mila e 80 euro per i redditi superiori). Intanto con la conversione del decreto Cura Italia potrebbe arrivare uno 'scudo' per medici e infermieri, con un intervento sulla responsabilità che protegga gli operatori dal rischio cause per errori nell'emergenza.

In più, "per dare il giusto valore al coraggio di chi si sta battendo in prima linea" il ministro della P.a. Fabiana Dadone annuncia l'intenzione di estendere il riconoscimento di 'vittime del dovere' ai lavoratori rimasti "in trincea" e colpiti dal virus.

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