Sabato, 30 Maggio 2020
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Coronavirus, in vigore il decreto con le restrizioni: libertà di azione alle Regioni, ma non ai sindaci

coronavirus, Giuseppe Conte, Sicilia, Politica

Firmato dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella e pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto approvato dal consiglio dei ministri sulle misure restrittive per l'emergenza coronavirus. Le nuove misure sono quindi in vigore da oggi.

Sono sei gli articoli che lo compongono e con cui il governo uniforma i precedenti Dpcm sulle misure restrittive, alzando le sanzioni pecuniarie per chi viola i divieti. E, nell'ultima versione del decreto, si dà, di fatto, maggiore libertà di azione alle Regioni: sparisce, infatti, il limite di sette giorni - e quello dell'ok del governo entro 24 ore dall'entrata in vigore - per le misure che, eventualmente, i singoli governatori ritengano di voler mettere in campo su una parte o sull'intero territorio regionale.

I sindaci, invece, "non possono adottare, a pena di inefficacia, ordinanze continuabili e urgenti in contrasto con le misure statali o eccedendo alle restrizioni previste dallo stesso decreto. Al comma 1 dell'articolo 3 del decreto, quindi, si dà possibilità alle singole Regioni, "in relazione a specifiche situazioni di aggravamento del rischio sanitario verificatesi nel loro territorio o in una parte di esso, di introdurre misure ulteriormente restrittive", tra quelle elencate nell'articolo 1 del testo.

Misure che possono essere attuate "esclusivamente nell'ambito delle attività" di competenza delle regioni, e senza incisione delle attività produttive e di quelle di rilevanza strategica per l'economia nazionale", si legge nel decreto. Sparisce, invece, la possibilità per i singoli governatori di "sospendere" le restrizioni previste dal decreto legge.

Restrizioni che, nella versione finale del testo, sono confermate: dal divieto di assembramenti al divieto assoluto di uscire per i positivi, dalla sospensione di qualsiasi evento culturale, sportivo e religioso alle limitazioni anche per le attività all'aperto.

Confermata anche l'entità delle sanzioni per chi viola le restrizioni: si va da 400 a 3mila euro, con raddoppio dell'ammenda per i recidivi.

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