Domenica, 31 Maggio 2020
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LA NOMINA

Roma, il nuovo procuratore è Michele Prestipino

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Dopo dieci mesi il Consiglio superiore della magistratura ha nominato il procuratore di Roma. Superato lo scandalo delle nomine emerso con l'inchiesta di Perugia sul pm romano Luca Palamara e altri magistrati, l'incarico è andato a Michele Prestipino, 62 anni, nato nella capitale, che ha la reggenza dell’ufficio da quando il suo predecessore, Giuseppe Pignatone, a maggio è andato in pensione.

Una scelta operata nel solco della continuità, visto che con Pignatone, Prestipino aveva collaborato sin da quando tutti e due erano in servizio alla procura di Palermo, condividendo le indagini che portarono alla cattura di Bernardo Provenzano e l'inchiesta sulle talpe alla Dda, conclusa con la condanna dell’allora presidente della Regione Sicilia Salvatore Cuffaro.

Un rapporto rafforzato con gli anni durante il lavoro nelle procure di Reggio Calabria e Roma: in entrambi gli uffici Prestipino è stato, come procuratore aggiunto, il «vice» di Pignatone, che nella capitale lo ha voluto al suo fianco nel coordinamento della Direzione distrettuale antimafia.

La nomina è stata accolta con la maggioranza dei voti, dopo che la prima votazione era andata a vuoto nella quale né lui, né i suoi concorrenti - il procuratore di Palermo Lo Voi e quello di Firenze Giuseppe Creazzo - erano riusciti a raggiungere la maggioranza assoluta.

Lui si era fermato a 10 voti, Lo Voi a 7 e Creazzo a 6. Al ballottaggio ha avuto la meglio con 14 voti contro gli 8 del
procuratore di Palermo. Alla prima votazione Prestipino aveva ottenuto il sostegno dell’intero gruppo di Area, di 3
consiglieri su 5 di Autonomia e Indipendenza (astenuti gli altri due, Nino Di Matteo e Sebastiano Ardita, dopo aver votato in prima battuta per Creazzo) e di 2 laici su 3 del M5S (Filippo Donati ha appoggiato invece Lo Voi,una volta caduta la candidatura del procuratore di Firenze).

Una base che si è rafforzata al ballottaggio con il voto del Pg della Cassazione Giovanni Salvi (prima astenuto) e del gruppo di Unicost che aveva proposto e sostenuto in prima battuta Creazzo. A favore di Lo Voi, oltre a Donati, si sono espressi invece tutti e 3 i consiglieri di Magistratura Indipendente, i 2 laici di Forza Italia, il primo presidente della Cassazione Giovanni Mammone. Astensione anche da parte del laico della Lega Emanuele Basile.

Nella discussione in plenum non sono mancate le polemiche sul fatto che si sia scelto l’unico dei concorrenti senza il titolo di procuratore, ma che dalla maggioranza (come scrive nella sua relazione il togato Piercamillo Davigo) è stato ritenuto il più idoneo, soprattutto per la sua conoscenza della realtà criminale di Roma. E si è evocato lo scandalo, che portò alla revoca della prima proposta di nomina a favore del Pg di Firenze Marcello Viola e di Lo Voi e Creazzo e alle dimissioni di cinque consiglieri del Csm, quando dalle intercettazioni di Perugia emerse che avevano discusso di strategie su questa e altre scelte con magistrati e politici.

«Prestipino diventa oggi un cavallo di razza, mentre prima non lo avevamo nemmeno considerato» ha fatto notare il laico della Lega Cavanna, evidenziando che quando «i titoli non valgono» sono «le correnti della magistratura che decidono chi è il candidato più adatto» . E’ la stessa circolare del Csm sulle nomine «a stabilire che bisogna scegliere il candidato più idoneo», così come a dare rilievo all’esperienza maturata nelle indagini sulla criminalità organizzata, gli ha replicato Giuseppe Cascini (Area), che ha riconosciuto a Prestipino anche il merito di aver "pacificato un ufficio devastato» dall’inchiesta di Perugia.

Per Lo Voi e Creazzo la partita non è comunque chiusa: sono entrambi candidati per il posto di procuratore generale a Roma e il procuratore di Palermo anche per l’incarico di Pg a Milano. Intanto al nuovo procuratore di Roma arrivano le congratulazione del leader del Pd Nicola Zingaretti, della presidente della Commissione Giustizia della Camera Francesca Businarolo (M5s)e del vicepresidente del Senato, il leghista Roberto Calderoli.

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