Sabato, 14 Dicembre 2019
stampa
Dimensione testo
REGIONE

Ex Tabella H in Sicilia, ecco chi incasserà i fondi: tagli all’Antimafia

regione siciliana, Sicilia, Politica
Palazzo d'Orleans

A pagare il conto è soprattutto l’antimafia mentre a beneficiare dei maggiori contributi di quella che era la Tabella H sono coloro che hanno fatto richiesta all'assessorato ai Beni Culturali.

Tagli per la fondazione Falcone che aveva avuto lo scorso anno dalla Regione 190 mila euro, e ora, come scrive Giacinto Pipitone sul Giornale di Sicilia in edicola, dovrà accontentarsi di 145 mila.

Il centro studi Cesare Terranova non andrà oltre i 10 mila euro cioè 4 mila in meno del 2018. Il centro Pio La Torre avrà 52 mila euro, stesso budget di 12 mesi fa quando però fu imposto un taglio rilevante. Solo la fondazione Gaetano Costa, nella galassia antimafia, vede più che raddoppiato il proprio contributo, che sarà quest'anno di 17 mila euro.

Quest'anno la Regione ha messo a disposizione 6 milioni e 234 mila euro, quasi un milione in meno rispetto all'anno scorso. Finanziamenti che una volta costituivano la Tabella H che fino a una decina di anni fa si aggiravano fra i 60/70 milioni.

Gli altri enti a cui vanno i fondi. L'officina di Studi Medievali avrà 137 mila euro ma ne aveva chiesti 350 mila. Alla fondazione Whitaker andranno 250 mila euro a fronte di una richiesta di oltre 1,2 milioni. Circa 60 mila euro al centro studi Filologici e Lingiustici siciliani, 114 mila euro alla fondazione Ignazio Buttitta.

Tagli anche per la galassia di sigle vicine alla sinistra. L'Istituto Gramsci avrà 106 mila euro a fronte dei 300 mila richiesti, il Centro culturale Pasolini si dovrà accontentare di 10 mila euro, il Feliciano Rossitto di 19.500 (ma la richiesta era di 100 mila). Alla fondazione Sciascia andranno 52.200 euro anche se la richiesta era di 200 mila. Il Centro studi pirandelliani avrà 10.440 euro a fronte dei 45 mila chiesti.

Fra le altre sigle che gravitano intorno all'assessorato ai Beni Culturali l'associazione per Conservazione delle tradizioni popolari è quella che avrà più di tutti: 235 mila euro (la richiesta era di 703 mila). L'Istituto di studi Bizantini e Neoellenici avrà 24.650 euro, la fondazione Piccolo di Calanovella 66.700, la Mandralisca onlus 72.500. L'Istituto internazionale del papiro potrà contare su 75.400 euro, l'Arci Sicilia su 20.800, l'associazione Oikos su 13 mila, l'Istituto di studi politici ed economici su 10 mila. Resiste a ogni taglio la storica Accademia degli zelanti e dei dafnici che anche quest'anno avrà il contributo della Regione: 14.500 euro, anche se la richiesta era quattro volte superiore.

E c'è pure il Comune di Bagheria che strappa 13.520 euro. Queste erano tutte sigle che potevano rivendicare una priorità nell'assegnazione dei fondi. E hanno fatto la parte del leone rispetto ad altre a cui l'assessorato ai Beni Culturali ha dato molto meno: 50.400 euro alla fondazione Verga, 10 mila alla fondazione Salvare Palermo, 13.200 al Centro di etnostoria, 13.200 al Ditirammu di Palermo, 24 mila alla fondazione Einaudi di Capo d'Orlando, 10 mila all'associazione Kiklos, 31.200 alla fondazione Marzio Tricoli, 10 mila alla biblioteca Fardelliana.

Altri 10 mila euro ciascuno sono andati all'associazione San Benedetto il Moro, al cineforum don Orione, all'associazione European culture university e all'associazione Augusea di Favignana.

© Riproduzione riservata

* Campi obbligatori

Immagine non superiore a 5Mb (Formati permessi: JPG, JPEG, PNG)
Video non superiore a 10Mb (Formati permessi: MP4, MOV, M4V)

Correlati

X
ACCEDI

Accedi con il tuo account Facebook

Login con

Login con Facebook
  • Seguici su
X