Domenica, 22 Settembre 2019
IL BRACCIO DI FERRO

Sottosegretari: clima teso nel M5s, poche chance per i siciliani del Pd

La lista dei sottosegretari esiste ma non è completa. Pd e M5S stanno definendo i nomi da consegnare a Giuseppe Conte che avrebbe voluto l'elenco definitivo pronto per il CdM di oggi.

I due partiti, però, hanno ancora bisogno di tempo, soprattutto il M5S che si trova a fare i conti con le deleghe da assegnare e la territorialità dei futuri sottosegretari. Dal Pd fanno sapere di essere pronti, lo erano già ieri: "Noi siamo pronti ma i Cinque stelle no", dicevano fonti Dem mentre Leu avrebbe voluto "accelerare ma gli altri vogliono più tempo".

Restano alcuni nodi da sciogliere. Nella serata di ieri c'era ancora un braccio di ferro tra M5s e Pd su due deleghe pesanti del ministero dello Sviluppo: Telecomunicazioni ed Energia, che nel vecchio governo aveva tenuto Di Maio. Per le Tlc i Dem vorrebbero Antonello Giacomelli (che potrebbe anche guidare l'Agcom) e per l'Energia l'assessore laziale Gian Paolo Manzella, esperto d'innovazione.

I Cinque stelle vorrebbero entrambe le deleghe e all'Energia vorrebbero Dario Tamburrano, mentre alle tlc manterrebbero Patuanelli. L'intesa - sostiene qualcuno - potrebbe essere Energia al Pd e tlc al M5s, mentre l'Editoria andrebbe al Pd.

l M5s dovrebbe avere tra i 22 e i 23 sottosegretari e il metodo delle rose di nomi indicati dalle commissioni avrebbe portato a tensioni all'interno del Movimento: alla Esteri i contendenti sarebbero Di Stefano, Del Re, Lucidi e Pacifico, all'Economia dovrebbe essere escluso, con grande delusione, Alessio Villarosa. L'ex ministro Elisabetta Trenta, invece, potrebbe diventare viceministro agli Interni e Barbara Lezzi sarebbe disposta a tornare da sottosegretario nel ministero che guidava. I siciliani Giorgio Trizzino, Giancarlo Cancelleri e Francesco D'Uva potrebbero andare rispettivamente alla Sanità, alle Infrastrutture e Trasporti e alla Cultura ma la territorialità, appunto, potrebbe essere determinante nella scelta finale. Sempre nel M5S, Lucia Azzolina sarebbe vicina alle Regioni, Andrea Giarrizzo o Luca Carabetta all'Innovazione. Chi rimarrà fuori dalla lista dovrebbe ottenere un posto di rilevanza all'interno del partito.

Per Leu è in pole Rossella Muroni, ma il partito di sinistra chiederebbe almeno un altro sottosegretario.

Nel Pd, potrebbe tornare al governo Maurizio Martina, da viceministro, e per la sua area si cita anche Debora Serracchiani. Per il Mef si fanno i nomi di Antonio Misiani e Luigi Marattin o Pier Paolo Baretta, Marina Sereni, Bruno Astorre, Simona Malpezzi, Anna Ascani, Chiara Braga, Patrizia Prestipino allo Sport.

Ancora diversi, dunque, i nodi da sciogliere con Conte che comunque entro venerdì, giorno in cui ci sarà un nuovo CdM, vorrebbe avere la lista definitiva.

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