Giovedì, 22 Agosto 2019
SENATO

Crisi, non passa la linea della Lega: Conte in aula il 20 e il 21 agosto

governo, Luigi Di Maio, Matteo Salvini, Sicilia, Politica
Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte

La parlamentarizzazione della crisi di governo adesso ha una data di partenza: il 20 agosto. Martedì prossimo nell’Aula del Senato infatti si terranno le comunicazioni del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, così come stabilito ieri dalla riunione dei capigruppo.  Le Comunicazioni alla Camera di Conte sono previste per mercoledì 21 agosto alle 11.30. Per giovedì 22 agosto è invece previsto l’esame della proposta per taglio dei parlamentari. E’ quanto ha stabilito la conferenza dei capigruppo della Camera.

Entrambe le proposte di cambio di calendario che chiedevano di votare domani le mozioni di sfiducia al premier sono state respinte dall’Aula. Le due mozioni erano una a firma Lega, l’altra presentata dalla capogruppo di Forza Italia, Anna Maria Bernini. Ma nell’Aula di Palazzo Madama la scena oggi se l’è presa il vicepremier Matteo Salvini, con una mossa a sorpresa: "Rilancio la proposta di Di Maio. Siamo per anticipare il voto del taglio dei parlamentari, e poi tornare al voto subito. Vedo che dai banchi del Pd ora non applaudono più e qualche abbronzatura si sta stingendo...". "Votiamo il taglio dei parlamentari la prossima settimana ma poi andiamo subito alle elezioni. Lo dico agli amici dei 5 Stelle: noi ci siamo, accettiamo la sfida", ha aggiunto il ministro dell’Interno.

Il MoVimento 5 Stelle risponde alla mossa di Salvini chiedendo il ritiro della mozione di sfiducia al premier Conte. "Salvini ha tolto ogni valenza politica al dibattito in corso. La proposta di votare la prossima settimana il taglio dei parlamentari presuppone che domani non si voti la mozione di sfiducia a Conte. Ci aspettiamo che la mozione di sfiducia venga ritirata", ha detto in Aula il capogruppo pentastellato Stefano Patuanelli.

E su Facebook arriva un nuovo rilancio del capo politico del M5S Luigi Di Maio: "Ho sentito dire ai leghisti, in un momento di euforia, che taglieranno anche gli stipendi dei parlamentari. E' giusto però che i cittadini sappiano che una proposta in tal senso già c'era, è nostra e la Lega l’ha bloccata per un anno. Solo uno stupido però non cambia mai idea. Si può cambiare idea una e, come in questo caso, anche due volte, per carità. Abbiamo fatto 30, facciamo 31! Tagliamo 345 parlamentari e contestualmente dimezziamo anche gli stipendi di deputati e senatori. Facciamolo subito. In ufficio di presidenza della Camera abbiamo ancora la maggioranza, non serve neanche convocare le Camere. Bastano un paio d’ore e buona volontà. 20 deputati".

Prima della riunione dell’Aula, sempre in Senato, aveva svolto una conferenza stampa il senatore del Pd Matteo Renzi, che spiegando di parlare "da ex presidente del Consiglio, da uomo delle istituzioni", e ha chiesto ancora agli altri partiti un accordo per un governo che eviti l’aumento dell’Iva. Dopo aver attaccato Salvini ("Il ministro dell’Interno si dimetta, torni ai mojito, contro la deriva Papeete c'è la democrazia parlamentare"), l’ex premier ha spiegato la sua contrarietà al voto a ottobre: "La Costituzione dice che si vota ogni 5 anni a meno di scioglimento del Parlamento. Non sono allergico alle elezioni, i voti che ho preso da sindaco e nel collegio uninominale lo dimostrano. Sono allergico all’ignoranza costituzionale. Il voto è sacro, ma l'accordo parlamentare non è un accordicchio, se non in una degenerazione politica e mediatica"

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