Giovedì, 18 Luglio 2019
IL CASO

Il giallo della lettera di Tria all'Ue: "Anticipazioni non reali". Di Maio: "Serve vertice con Lega e Conte"

È giallo sulla lettera del ministro dell’Economia, Giovanni Tria, alla Commissione Ue. Il testo della missiva circolato nelle redazioni a metà pomeriggio è stato smentito «nel modo più categorico» dal Tesoro, che in una breve nota ha parlato di contenuti che «non corrispondono alla realtà». E il premier Conte rivela: «La lettera vera ce l’ho io, non i media».

Nelle anticipazioni il Governo parlava di tagli alla spesa per il reddito di cittadinanza e la quota 100 e diceva no alla flat tax in deficit. «Dal lato della spesa, il Governo sta avviando una nuova Revisione della spesa e riteniamo che sarà possibile ridurre le proiezioni di spesa per le nuove politiche in materia di welfare nel periodo 2020-2022. Inoltre - riportava il testo poi smentito - siamo convinti che una volta che il programma di bilancio sarà finalizzato in accordo con la Commissione Europea, i rendimenti dei titoli di Stato italiani diminuiranno e le proiezioni relative alla spesa per interessi saranno riviste al ribasso».

Dopo la diffusione delle anticipazioni, il vicepremier e leader del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio, ha subito preso le distanze: «Non ho avuto ancora il piacere di leggere la lettera preparata dal ministro Tria all’Unione Europea, ma apprendo che prevede tagli alla spesa sociale, alla Sanità, a Quota 100, al Reddito di Cittadinanza. Ma stiamo scherzando? Lo dico chiaramente: al governo Monti non si torna - ha sottolineato su Facebook. E ha insistito: «Basta austerità, basta tagli, di altre politiche lacrime e sangue non se ne parla. Non esiste! Magari è utile fare un vertice di maggioranza con la Lega insieme al presidente Conte e allo stesso Tria, così sistemiamo insieme questa lettera, prima che qualcuno la mandi a Bruxelles!».

A Di Maio hanno fatto eco i 5 stelle nelle commissioni Bilancio e Finanze della Camera: «Veniamo da anni di politiche di austerità che hanno scaricato sulle fasce più deboli i costi della crisi, tramite la distruzione dello stato sociale - hanno spiegato in una nota congiunta - quell'epoca è chiusa e archiviata. Reddito di Cittadinanza e Quota 100 non si toccano. Ciò di cui l’Italia ha bisogno in questo momento è di ulteriori politiche espansive di rilancio economico. In questo senso vogliamo abbassare presto le tasse a famiglie e imprese e siamo sicuri che la Lega non voglia tagliare il welfare per finanziare la flat tax. Il governo vada avanti unito contro l’austerità». La Lega al momento tace.

La parola adesso passa al Tesoro, che per il momento ha solo confermato che la lettera «sarà inviata stasera entro i tempi previsti». (AGI)

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