Martedì, 12 Novembre 2019
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ROMA

Decreto sicurezza bis, Di Maio 'stoppa' Salvini sulla nuova bozza: "Dubbi del Quirinale"

È pronta la nuova bozza del decreto sicurezza. Restano le multe alle navi che non rispettano le normative, ma sparisce il riferimento agli interventi di soccorso ai migranti dalla nuova bozza del decreto sicurezza bis licenziata oggi dal Viminale. Nella versione di ieri si prevedevano sanzioni (da 10mila a 50mila euro) per le navi che soccorrevano migranti violando le norme e le istruzioni "delle autorità responsabili dell'area in cui ha luogo l'operazione di soccorso". Ora le sanzioni, di uguale importo, sono limitati a chi viola il divieto di ingresso nelle acque italiane.

"Sul decreto sicurezza ci sono dubbi del Quirinale - ha detto il vicepremier e ministro del Lavoro Luigi Di Maio al forum Ansa - penso che con le interlocuzioni si possano risolvere i dubbi e andare avanti. Dopo che la Lega ha aperto lo scontro con il Papa, con il segretario della Cei, adesso ci manca solo lo scontro con il presidente della Repubblica e abbiamo fatto la collezione".

"Leggiamo che la Lega - sottolineano fonti del M5S - avrebbe tolto ogni misura dal decreto sicurezza. In pratica è diventato un decreto vuoto, ora a che serve non si sa. Salvini dopo il caso Mirandola pensi piuttosto a un decreto sui rimpatri, perché se ci pensiamo noi poi dice che invadiamo il suo campo". E il premier Giuseppe Conte non esclude il via libera al dl sicurezza prima del voto alle europee: "C'è un'interlocuzione in corso. Sono provvedimenti che vanno ancora approfonditi negli aspetti più tecnici e puntuali, ma riteniamo che siano nell'interesse degli italiani".

Dopo lo scontro di lunedì, in merito al quale il premier Conte avrebbe ha messo sul tavolo i dubbi del Colle su alcune 'criticità' in tema di migranti e sicurezza urbana, Salvini aveva rilanciato: "Il decreto sicurezza bis - dice a UnoMattina - si occupa di lotta a camorra e scafisti, difesa di poliziotti e carabinieri in strada, dà più potere alle forze dell'ordine, combatte la violenza fuori dagli stadi. Sono 17 articoli pronti, limati ieri notte. Il decreto è pronto, io sono pronto, non è un testo che serve a Salvini, ma agli italiani e prima viene approvato meglio è. Se qualcuno dice 'facciamo dopo le elezioni perché sennò gli italiani votano Lega' fanno un ragionamento sciocco".

"Il Governo - ha detto inoltre il vicepremier - da lunedì va avanti. Basta che tutti mantengano gli impegni, perché ho sentito un po' troppi no ultimamente: no all'autonomia, no alla riduzione delle tasse; ridurle al 15% è un'emergenza, non tra un anno, ma adesso". Intanto il premier Conte chiude le polemiche di lunedì. "Non mi sento affatto sfiduciato: non dobbiamo leggere sui giornali e sui social affermazioni improprie. I rilievi e le perplessità si affrontano nelle sedi opportune", ha detto.

E sul decreto famiglia il ministro dell'Economia Giovanni Tria avverte: 'Non individuate le coperture'. "È curioso che il ministro Tria parli di assenza di coperture per il decreto Famiglia -  sottolineano fonti del M5S -, quando il miliardo è stato certificato anche dal presidente Inps, e ammetta poi candidamente che la Flat tax così come proposta si potrebbe invece fare, quando le coperture secondo i tecnici superano i 30 miliardi. Tra l'altro è lui il ministro dell'economia, il 1 miliardo per le famiglie lo abbiamo trovato noi e se non ha capito gli possiamo spiegare come".

"È una questione tutta politica - ha detto il sottosegretario M5S agli Affari Esteri, Manlio Di Stefano -: per noi la priorità deve essere aiutare il ceto medio italiano. L'Inps ci ha informati che c'è un avanzo di circa 1 miliardo di euro. Soldi che avevamo stanziato per aiutare le fasce più deboli e che ora vogliamo investire per le famiglie. Vorremmo che tutto il governo fosse allineato. E dal ministro Tria ci aspettiamo soluzioni, non ostacoli. Non si nasconda dietro ai numeri, anche perché i numeri ci danno ragione".

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