Mercoledì, 20 Marzo 2019
PALAZZO DEI NORMANNI

Finanziaria, al via la discussione all'Ars: partenza in salita, è scontro sui tagli

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Parte in salita il cammino della Finanziaria regionale. L’Ars doveva iniziare a votare per spingere la manovra verso l’approvazione finale prevista entro giovedì ma a metà pomeriggio di ieri non era stato votato neppure un articolo.

Il centrodestra ha fra le proprie file molti assenti e parecchi deputati – come Marianna Caronia e Vincenzo Figuccia – che hanno già annunciato la loro contrarietà al testo chiedendo perfino che venga ritirato. Un fatto che può condizionare i precari equilibri numerici in aula. Tanto più che erano assenti anche Nello Musumeci e Gianfranco Miccichè.

Il problema sono i tagli a forestali, Pip, Esa, Consorzi di Bonifica, mondo della cultura e dell’antimafia che la giunta è stata costretta a inserire in Finanziaria per turare le falle, in particolare il disavanzo da 2,1 miliardi certificato dalla Corte dei Conti.

Il governo non può contare, almeno in questa fase iniziale, neppure sull’auspicato sostegno di pezzi dell’opposizione. Il Pd, col capogruppo Giuseppe Lupo, ha annunciato “una opposizione dura”. E anche i grillini hanno confermato che “una manovra con tutti questi tagli in settori fondamentali della Regione non può essere approvata”.

“Il disastro dei conti della regione ha radici antiche, che affondano negli anni di governo Cuffaro e Lombardo senza risparmiare Crocetta. Stagioni in cui ruoli apicali avevano anche illustri esponenti del governo Musumeci - dichiara  Claudio Fava -. Non partire da questo dato significa non voler affrontare i nodi politici di questo governo. L'eventuale ed auspicabile rimodulazione trentennale dell’intero debito sia utilizzato per le categorie in sofferenza (consorzi bonifica, Esa, spesa sociale) e non per alimentare assalto alla diligenza da parte dei deputati della cosiddetta maggioranza”.

Nel tardo pomeriggio di ieri l'iter muove col governo che ha superato indenne due voti segreti e con qualche emendamento del M5s passato col parere positivo dell’esecutivo. Nove gli articoli varati, i più ostici però sono stati accantonati, come il primo sul cosiddetto 'modello Portogallo' che concede benefici fiscali a chi si trasferisce in Sicilia. Dopo circa tre ore di lavori, il presidente dell’Ars, Gianfranco Miccichè, ha rinviato la seduta a martedì alle 11.

Le norme approvate riguardano le entrate per la Regione dovute all’accertamento sull'ex Sicilcassa, l’accesso alle stazioni appaltanti al fondo rotativo per la progettualità di Cdp, il tributo speciale per il deposito in discarica dei rifiuti solidi urbani, le esenzioni per la tassa automobilistica regionale a decorrere dall’1 gennaio e fino al 31 dicembre 2021 per i veicoli immatricolati nuovi nel territorio della Regione con alimentazione ibrida elettrica/termica di tipo plug-in, full hybrid e con alimentazione esclusiva a idrogeno.

Disco verde anche alle agevolazioni al credito in favore delle imprese, al recupero e valorizzazione del patrimonio culturale immobiliare, alla norma sulla rendicontazione delle iniziative culturali per il 2018 e a quella che regola il transito del personale Asu negli uffici dell’assessorato dei Beni culturali.

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