Sabato, 14 Dicembre 2019
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IMMIGRAZIONE

Decreto Sicurezza, Conte incontra i sindaci: "Legge chiara ma possiamo migliorarla"

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Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte

Quello dei migranti rimane un tema caldo nell’agenda del governo. Lo dimostrano i due incontri tenuti a stretto giro dal premier Giuseppe Conte, prima con i sindaci dell’Anci per cercare di ricucire lo strappo interpretativo sulla legge sicurezza; poi, insieme a Salvini, con il Commissario Ue alla Migrazione Dimitris Avramoupolos per parlare di politiche europee sui migranti.

Chiaro e allo stesso tempo tranquillizzante il messaggio trasmesso ai sindaci: «Il decreto sicurezza è molto chiaro e a breve cercheremo di intervenire per migliorare ancora qualcosa», ha detto il Presidente del Consiglio a riunione finita. Senza filtri anche sull'esito con il Commissario Ue: «l'Italia è un Paese serio ma non siamo Alice nel Paese delle Meraviglie, pretende reciprocità».

Il confronto con i sindaci si è rivelato utile per smorzare sul nascere una propensione neanche tanto velata alla 'disobbedienza' avanzata giorni fa da alcuni sindaci, su tutti Leoluca Orlando di Palermo e Luigi de Magistris di Napoli. Ma il tutto dovrebbe essere risolto con circolari esplicative.

Il presidente del Consiglio ha messo le mani avanti: al tavolo dell’Anci «non è stato rappresentato nessun dubbio di costituzionalità, nessuna criticità di rango costituzionale" sulla legge sicurezza. «Correttamente - ha aggiunto Conte - la delegazione Anci ha condiviso il fatto che questo governo ha impresso con questa norma un cambio di rotta, ha ridefinito meglio il sistema di protezione e il sistema di accoglienza».

Il premier ha poi annunciato che si farà «un aggiornamento costante per le persone in carico, ma il clima è stato proficuo e le criticità sollevate sono già state chiarite, anche insieme agli uffici del Viminale presenti all’incontro».

«Mi sembra di aver capito - ha detto da parte sua Salvini - che non c'è stata alcuna rimostranza nella delegazione dell’Anci rispetto ai contenuti del decreto. Sono stati aiutati a capire cosa c'è nel testo che era e rimane esattamente ciò che è. Se poi dieci sindaci su 8mila hanno bisogno di ulteriori chiarimenti glieli daremo». Apparentemente soddisfatto il presidente dell’Anci Antonio Decaro.

«Da ora in poi «verranno comunicati ai Comuni e ai Sindaci i nominativi delle persone domiciliate nei centri di accoglienza», ha annunciato. Inoltre sarà resa uniforme su tutto il territorio nazionale la presa in carico sanitaria dei richiedenti asilo, e tutto ciò riguarderà le Asl. Ci sarà poi "una maggiore attenzione per le categorie vulnerabili, e per questa parte abbiamo sollecitato il governo a inserire il tutto nei circuiti Sprar, ciò al fine di garantire attenzioni di tipo particolare».

Tutto ciò però non convince il sindaco di Napoli de Magistris: «la legge in più punti è apertamente incostituzionale e sono assolutamente convinto che davanti al giudice della legittimità costituzionale cadranno pezzi del provvedimento».

Di diverso respiro il confronto con Avramopoulos, al quale Conte ha tenuto a rappresentare «il rischio che l’Europa possa franare e crollare», quindi «se si continua a tergiversare senza una via condivisa rischiamo di far cadere l’edificio europeo».

Con il commissario Ue, ha poi precisato, «non si è parlato di blocco navale, abbiamo discusso degli strumenti per avere la difesa dei confini, che è un tema fondamentale, altrimenti si incentiva il pull factor».

Esplicito il titolare del Viminale: «Sono soddisfatto delle parole, ora aspettiamo i fatti, io gli ho messo in mano un elenco di 670 persone già ricollocabili dall’Italia da oggi pomeriggio. Il 2019 finora - ha aggiunto Salvini - è il primo anno e unico dove ci sono stati più espulsioni che arrivi».

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