Lunedì, 22 Luglio 2019
COSTI ECCESSIVI

Tariffe aeree, i siciliani sono tra i più penalizzati: "Più di 400 euro un volo per Milano"

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Viaggiare costa e anche tanto, soprattutto per chi decide di prendere come mezzo per partire l'aereo. Molti, infatti, per abbattere i costi dei biglietti usufruiscono di sconti da parte delle compagnie aeree o, potendo, prenotano con diversi mesi d'anticipo i posti. Due escamotage che ovviamente non tutti e non sempre possono essere sfruttati.

C'è chi è obbligato a partire immediatamente e, ovviamente, il prezzo del biglietto acquistato nella stessa giornata, a distanza di pochi giorni dalla partenza o anche di poche settimane ha costi elevati. Magari anche esorbitanti nel caso dei siciliani che, tariffe alla mano, sono tra gli abitanti più penalizzati.

Basti pensare a quanto raccontato dallo stesso presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci che ha speso 540 euro per un volo Roma-Catania. "Sono stato a Roma a spese mie e quando dovevo anticipare il viaggio di ritorno per raggiungere Catania a seguito del sisma mi è stato detto di pagare 540 euro per il volo Roma-Catania della compagnia italiana, 540 euro sono mezzo stipendio di un impiegato e di un operaio", ha sottolineato il governatore.

E a Palermo, a  sollecitare un intervento proprio di Musumeci per garantire la continuità territoriale è Marcello Susinno, consigliere di Sinistra Comune, che snocciola alcuni dati, fa un esempio su tutti e propone il "modello Sardegna".

"Il costo di un biglietto aereo è molto diverso, se si parte da Cagliari (68,69 euro) o Palermo (418,25 euro) per raggiungere Milano", dichiara. Ecco che Susinno, vuole che il governo regionale si spenda per "consentire a tutti i residenti dell'Isola la fruizione di tariffe agevolate. I costi legati agli spostamenti incidono sul budget delle famiglie", puntualizza.

"Si deve mettere a punto un impianto normativo finalizzato a garantire il servizio di trasporto aereo, ferroviario e marittimo efficace, efficiente, sicuro, sostenibile ed economicamente accessibile. Sono provvedimenti necessari per attuare la continuità territoriale, con riferimento alla condizione di insularità prevista a livello europeo. Da anni la Sardegna, in relazione all’attuazione della continuità territoriale, svolge un ruolo propulsivo e da protagonista in sinergia con il governo nazionale. Per i residenti in Sardegna - afferma - sono già previste tariffe agevolate. Ci aspettiamo in tempi rapidi l'avvio di una interlocuzione su questi temi col governo nazionale ed il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, affinchè anche i siciliani possano avvalersi delle agevolazioni".

Sull'argomento è intervenuto il deputato M5S all’Ars Giancarlo Cancelleri che invita Musumeci ad "adoperarsi per far partire la continuità territoriale per gli aeroporti di Trapani e Comiso, di cui finora si è completamente e vergognosamente disinteressato, nonostante le reiterate sollecitazioni che gli sono arrivate dal ministero dei Trasporti".

“Onestamente – afferma Cancelleri – non so se arrabbiarmi o ridere per questa incredibile affermazione. Musumeci dice che c’è un dossier aperto col ministero per la continuità territoriale, ma omette di dire che finora, per quanto riguarda quella con gli aeroporti di Trapani e Comiso, la Regione ha clamorosamente dormito.  Ormai non si contano più le sollecitazioni arrivate da Roma per fare partire l’operazione e i viaggi nella capitale degli emissari di Musumeci finiti con un nulla di fatto perché questi si sono presentati al ministero con documentazione carente o mancante”.

 "È paradossale - continua Cancelleri – che sia il governo Conte a pressare, quando dovrebbe essere esattamente il contrario, visto che sarebbero la Sicilia e i siciliani a trarne grossi benefici in termine di prezzi dei voli calmierati".

Eppure i soldi per fare partire l’operazione ci sono. Sul piatto della continuità territoriale con i due aeroporti ci sono infatti  31 milioni di fondi nazionali e 15 milioni di fondi regionali. "Ma – continua Cancelleri - da quando il sottosegretario ai Trasporti Michele Dell’Orco, a giugno scorso, è venuto in Sicilia ad annunciare la disponibilità di fondi statali non è cambiato nulla. Ci sono stati solo incontri a vuoto, sollecitazioni statali  e documentazione non inviata".

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