Mercoledì, 26 Giugno 2019
LA TRATTATIVA

Niente procedura di infrazione contro l'Italia, Conte: "Non abbiamo ceduto sui contenuti"

manovra, Giuseppe Conte, Jean Claude Juncker, Sicilia, Politica
Un abbraccio tra il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker

La Commissione Ue ha deciso di non avviare la procedura per debito eccessivo nei confronti dell’Italia. Lo si è appreso da fonti Ue.

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha inviato alla commissione europea una lettera in cui illustra la nuova proposta italiana sulla legge di bilancio.

"In queste settimane abbiamo lavorato per avvicinare le posizioni senza mai arretrare rispetto agli obiettivi che ci hanno dato gli italiani con il voto del 4 marzo - ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte al Senato -. Non abbiamo ceduto sui contenuti della manovra" ha aggiunto.

"Desidero esprimere un sentito ringraziamento a tutti voi, di maggioranza e di opposizione, per la comprensione di questi giorni durante i quali l'iter della manovra ha proceduto con lentezza scontando ritardo con tempi previsti - prosegue Conte -. Rinvii non causati da incertezze interne al governo: il rallentamento è stata l'inevitabile compressione a causa complessa interlocuzione con l'Ue alla quale abbiamo dedicato le nostre più risolute energie e impegno".

"La commissione Ue ha espresso le proprie riserve preannunciando l'avvio di una procedura d'infrazione per disavanzo eccessivo: si profilava così una prospettiva che andava evitata. Abbiamo lavorato con la massima determinazione per evitarla, dialogando a più riprese con presidente e componenti della commissione ma anche con capi di Stato e di governo dei Paesi al fine di mostrare il più ampio disegno riformatore e persuaderli dell'opportunità di giungere, nel reciproco interesse, a una soluzione".

Ci sono state interruzioni in Aula da parte di qualche senatore. La presidente di Palazzo Madama, Maria Elisabetta Alberti Casellati, ha cercato di riportare l'ordine: "Ora basta", ha detto e poi rivolgendosi ai banchi dell'opposizione ha "diffidato" un senatore dal prendere ancora la parola, pena il rischio di essere espulso.

"La stima economico finanziaria delle misure che avevano maggiormente attirato l'attenzione dei nostri interlocutori europei, che ha richiesto tempo, ha rilevato che le risorse sono inferiori a quelle previste. Ciò ha permesso di ridurre il disavanzo dal 2,4% a circa il 2,04% senza modificare né i contenuti, né la platea, né i tempi di realizzazione delle due misure. Partiranno nei tempi che avevamo previsto".

"Nella lettera alla commissione europea oltre a nuove quantificazioni ho rilevato che le modifiche dovranno tenere conto dell'evoluzione del quadro macroeconomico e del suo peggioramento dovuto al rallentamento in particolare del commercio internazionale. Il rallentamento del ciclo porta il Pil all'1% per l'anno prossimo, una variazione che si ripercuote, per alcuni versi anche positivamente, sui saldi di bilancio e sul saldo strutturale".

"Tra le misure previste in manovra è compresa anche l'istituzione di una imposta sui diritti digitali e che superino determinate soglie. Lo ha detto il presidente del Consiglio Giuseppe Conte al Senato dove ha confermato che verrà "mantenuto integro l'impatto del reddito di cittadinanza e quota 100".

"Sono state previste misure di contenimento della spesa pensionistica che si sostanziano nel raffreddamento dello schema di indicizzazione dei trattamenti pensionistici di più cospicuo importo. Inoltre si interviene sulle pensioni d'oro con riduzione dei trattamenti più elevati, con la previsione di un contributo di solidarietà temporaneo e progressivo per scaglioni di reddito. Una misura di equità sociale".

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