Lunedì, 25 Marzo 2019
LO SCONTRO

Pd, nodo delle primarie in Sicilia: ad ore la decisione della commissione

In bilico le primarie del Pd di domenica prossima. Dopo il ritiro di Teresa Piccione, è Davide Farone l'unico candidato in corsa per la segreteria regionale e di fatto ha già in mano la guida del partito in Sicilia. Resta però il nodo del voto del 16 dicembre, verrà annullato o si svolgerà comunque? La decisione spetta alla commissione regionale per il congresso, presieduta dal segretario uscente Fausto Raciti.

Al momento si valutano due ipotesi: proseguire ugualmente con le primarie domenica prossima oppure procedere con la proclamazione di Faraone, essendo l'unico candidato. Non si escludono tuttavia soluzioni dell'ultima ora.

Oggi, intanto, alla 20 scadono i termini per la presentazione delle liste con i candidati all'assemblea. Colloqui informali sono in corso tra i dirigenti del partito per cercare una via d'uscita all'impasse. Anche perché il regolamento del partito lascerebbe dubbi interpretativi non tanto sulla presenza di un candidato unico piuttosto sulle liste.

Sul caso ieri ha tuonato lo stesso Nicola Zingaretti. "Purtroppo in Sicilia stiamo vedendo un modello di partito che io non voglio, ci sono molte federazioni che non hanno aperto il tesseramento, non hanno fatto votare gli iscritti, ci sono pesanti ingerenze di un altro partito nella vita democratica del nostro partito e credo che, e su questo faccio un appello, dovremmo reagire tutti insieme e tutti compatti".

Martedì sera la commissione nazionale di garanzia, accogliendo il ricorso del segretario uscente siciliano Fausto Raciti, ha stabilito che i congressi provinciali e di circoli si faranno dopo le primarie. Una scelta che l'area Zingaretti e AreaDem di Franceschini disapprovano, sostenendo che in questo modo siano state "forzate le regole".

"Ci sono troppe decisioni anche sulle regole prese a maggioranza - incalza Zingaretti - così si distrugge, non si costruisce: così diventa addirittura banale dire che bisogna salvare l'Italia e non ci si preoccupa di salvare il nostro partito". Ma per i senatori dem Valeria Sudano, Leonardo Grimani e Salvatore Margiotta "le parole che ha usato Zingaretti fanno riflettere: il metodo è chiaro e tristemente noto, Davide Faraone è ampiamente in testa, l'unico modo per sconfiggerlo per gli amici di Zingaretti è allora annullare le primarie No, caro Zingaretti, è il tuo modello di partito che ci inquieta e non poco".

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