Lunedì, 11 Novembre 2019
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LA TRATTATIVA

Manovra, il calo del deficit agita Di Maio e Salvini: duello fra i leader sulle misure

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Di Maio, Conte e Salvini

Ci sarebbero massima attenzione e anche tensione dietro il silenzio dei vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini nelle ore immediatamente successive al punto di caduta uscito dal vertice di Bruxelles con Giuseppe Conte. Lo riferiscono fonti di governo.

La scelta del premier di offrire alla Commissione Ue l'abbassamento del deficit fino al 2,04%, preoccuperebbe infatti i due partiti di governo, per il possibile impatto sulle misure "di bandiera" della manovra: reddito di cittadinanza e "quota 100" sulle pensioni. Tant'è che i leader di M5s e Lega ora starebbero ragionando con il premier non solo sulla traduzione in atti concreti nella manovra di numeri e cifre ma anche sulle modalità della presentazione di queste nuove misure.

Conte ha subito rassicurato, nelle dichiarazioni alla stampa, che ci sono i margini per ridurre lo stanziamento senza intaccare i due interventi. Altre risorse, ha detto, verranno da dismissioni immobiliari. Ma a Roma speravano che l'asticella del deficit potesse fermarsi un po' più su, anche per non dare un segnale politico di cedimento.

Anche perché passare dal 2,4 ad un quasi 2 comporta inevitabilmente una messa a punto di oltre 7 miliardi su una manovra complessiva di 36 miliardi. E il tweet di Salvini, che arriva dopo le 22, rimarca la necessità di "mantenere gli impegni" oltre a evitare la procedura d'infrazione. Di Maio aveva twittato un messaggio di incitamento a Conte, a incontro con Juncker in corso, poi più nulla.

Nel vertice serale a cena, presenti anche Giancarlo Giorgetti e Riccardo Fraccaro, si discute così proprio di come mantenere in concreto l'impegno preso da Conte e Tria senza impattare sulle misure (sembra vacillare, ad esempio, la promessa di fermare l'adattamento dell'età per le pensioni all'aspettativa di vita).

Le prossime ore, come sottolinea ancora Salvini, saranno ore di lavoro e trattativa, sia dentro che fuori il governo: entro il weekend l'eventuale accordo dovrà tradursi in emendamenti in manovra. E, sebbene venga minimizzato l'effetto che il taglio stimato da 3,5 miliardi avrà su pensioni e reddito, gli alleati di governo sottolineano che l'attenzione sarà massima.

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