Domenica, 26 Gennaio 2020
stampa
Dimensione testo

Politica

Home Politica Migranti e gestione delle Ong, Minniti pronto alle dimissioni ma Mattarella "blinda" il ministro
IL CASO

Migranti e gestione delle Ong, Minniti pronto alle dimissioni ma Mattarella "blinda" il ministro

codice ong, migranti, Graziano Delrio, Marco Minniti, Sergio Mattarella, Sicilia, Politica
Il ministro dell'Interno Marco Minniti e il premier Paolo Gentlloni

ROMA. Si sfiora la crisi nel governo sul codice delle ong per il salvataggio dei migranti. Il ministro dell'Interno Marco Minniti, di fronte agli attacchi e alle critiche provenienti dallo stesso esecutivo e dal Pd, non si è presentato in Consiglio dei ministri e arriva, secondo fonti governative, a minacciare le dimissioni senza un sostegno forte alla sua azione.

Il premier Paolo Gentiloni prova a mediare ma la tensione si innalza al punto che decide di intervenire il presidente della Repubblica, che blinda Minniti e sottolinea il "valore del codice di condotta per le ong".

Le tensioni esplodono sabato notte, quando Medici Senza Frontiere, che non ha firmato il codice, annuncia di aver portato i migranti a Lampedusa. In breve si appura che la Guardia costiera ha fermato la nave fuori dalle acque territoriali. Ma l'episodio fa emergere una divergenza di fondo nel governo.

Minniti tiene la linea della fermezza sul codice di condotta e difende l'azione in asse con la Libia, rivendicandone i risultati. Ma al coro delle opposizioni e alle critiche sulla stampa del fronte pro-ong si unisce chi, come il viceministro Mario Giro, fa emergere dubbi sul piano umanitario.

"Non dobbiamo rischiare una criminalizzazione indiscriminata", afferma ancora in serata il ministro della sinistra Pd Andrea Orlando, secondo il quale "non è vero" che c'è una "invasione" e le ong non possono essere "il braccio operativo del governo". Ma la tensione si innalza soprattutto tra Minniti e Graziano Delrio, cui fa capo la gestione della Guardia Costiera e che già in passato aveva espresso dubbi sulla linea dura.

Un chiarimento tra i ministri è atteso a Palazzo Chigi, a margine del Consiglio dei ministri, con la mediazione di Gentiloni. Ma poco prima dell'inizio Minniti avverte il premier che non ci sarà. Uno strappo senza precedenti: la tensione traspare al termine della riunione, mentre Delrio sul tema tace. A quel punto scatta il campanello d'allarme anche al Quirinale. Interviene in prima persona Mattarella, che sente Gentiloni e con lui decide di "blindare" Minniti.

In serata dal Colle trapela il "grande apprezzamento" per l'impegno di Minniti e "si fa rilevare anche il valore del codice ong, condiviso con larga convergenza in sede parlamentare". L'Italia - è il senso - non sta cacciando o lasciando morire i migranti, ma applica regole precise votate dal Parlamento, che ora politica, governo e anche la società civile, tra cui le ong, devono rispettare.

Anche da Palazzo Chigi trapelano parole di elogio per l'impegno del Viminale e "di tutto il governo". Anche dalla segreteria Pd sarebbero giunte rassicurazioni rispetto ai timori che i dubbi di Delrio (e, raccontano, anche della Boschi) non anticipino uno smarcamento di Renzi.

La tempesta si placa ma in serata un chiarimento tra Minniti e Delrio non è ancora avvenuto. Dal ministero dei Trasporti assicurano che sul rispetto del codice e delle regole del diritto internazionale non c'è divergenza alcuna. Ma il tema dell'accesso ai porti "è ancora da articolare".

© Riproduzione riservata

* Campi obbligatori

Immagine non superiore a 5Mb (Formati permessi: JPG, JPEG, PNG)
Video non superiore a 10Mb (Formati permessi: MP4, MOV, M4V)

Correlati

X
ACCEDI

Accedi con il tuo account Facebook

Login con

Login con Facebook
  • Seguici su
X