Venerdì, 24 Gennaio 2020
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L'AUDIZIONE

Incendi, Crocetta in commissione al Senato: "Tutta colpa dello Stato". Ed è scontro con la Protezione civile

PALERMO.  E ancora: "La responsabilità è legata all'aver smantellato il Corpo forestale dello Stato, smembrando i mezzi e questo ha fatto venire meno la flotta. L'ho riferito in commissione, abbiamo tutta la documentazione: a marzo, quando si sarebbero potute fare le gare (per i mezzi aerei ndr), ci era stato comunicato che avrebbero siglato la convenzione per darci i mezzi, poi a maggio non è avvenuto e non c'erano i tempi tecnici per le gare". Punta il dito contro lo Stato il governatore siciliano Rosario Crocetta, sentito oggi dalla commissione Ambiente del Senato sull'emergenza incendi in Sicilia e sulle scelte della Regione in materia di prevenzione.

"Nei prossimi giorni invierò una lettera al presidente del Consiglio per chiedere l'impiego dell'esercito. In Sicilia quello degli incendi non è un problema di mezzi o di uomini, ma di ordine pubblico". Lo ha detto il governatore della Sicilia Rosario Crocetta che è stato ascoltato oggi dalla commissione Ambiente del Senato sull'emergenza incendi. "Quando un attacco è così massiccio - ha detto ancora - è un problema di ordine pubblico".

"In commissione ho chiarito che la Regione siciliana le attività di prevenzione nei boschi le svolgiamo. Il problema è stato legato al ritardo sui mezzi aerei", aggiunge il governatore siciliano. "Lo scorso anno - prosegue - c'era una convenzione tra il Corpo forestale e i vigili del fuoco, doveva essere rinnovata con la Protezione civile e i vigili del fuoco a marzo di quest'anno. Ci era stato comunicato che sarebbe stata rinnovata salvo poi comunicarci il 26 maggio che non avrebbero potuto farla e a quel punto c'erano più i tempi tecnici per fare le gare". "Adesso doteremo la Sicilia di mezzi necessari - prosegue - Li acquisteremo noi e li daremo in comodato ai vigili del fuoco". "I mezzi a tutte le regioni italiane li fornisce lo Stato, in Sicilia non si capisce perché li deve dare la Regione, che tra l'altro li paga allo Stato. Ricorrere a mezzi privati è un errore - conclude - perché c'è il rischio che gli incendi aumentino".

Ma è dura la replica del capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio: "Crocetta continua a non voler comprendere il contenuto di una norma che esiste da 17 anni" e insiste nel "cercare di coprire inefficienze regionali con fantomatiche mancanze statali. Senza entrare in ogni singolo erroneo elemento riportato - aggiunge Curcio - sono sinceramente stupefatto dalle sue dichiarazioni".

Il presidente Crocetta, sottolinea il capo della Protezione Civile, "continua a non comprendere" il contenuto della legge 353 del 2000 in materia di incendi boschivi "che esiste da 17 anni". Innanzitutto il fatto che "sono le Regioni e le Province Autonome ad avere il compito di programmare e attuare le attività di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi, che significa ricognizione, sorveglianza, avvistamento, allarme e spegnimento con mezzi da terra e aerei, adottando un piano regionale che deve essere aggiornato annualmente".

Curcio dice inoltre di "non riuscire a spiegarsi" come "si continui a cercare di coprire inefficienze regionali dietro a fantomatiche mancanze statali": "immagino - afferma - che le convenzioni cui si riferisce il presidente Crocetta degli anni passati siano scadute da mesi: il decreto legislativo 177 del 2016 è in vigore da tempo per tutti, non solo per la Regione Siciliana, un tempo adeguato per prendere delle decisioni su come attrezzare le strutture regionali, cosa fatta, del resto, da altre Regioni".

Crocetta, infine, "continua a voler confondere la flotta nazionale con quella regionale". "Evidentemente - conclude il capo della Protezione Civile - a poco è servita la rettifica fatta dal Dipartimento della Protezione civile alle sue parole lo scorso 6 luglio: lo schieramento dei Canadair (che mai sono stati della Regione) e dei mezzi della flotta di Stato anche su basi siciliane è stata stabilita a inizio della campagna estiva, come ogni anno, e non a seguito di riunioni che, preciso, non sono mai state sollecitate dei vertici della Regione ma sempre promossi a livello centrale".

Ma non mancano altre critiche all'intervento di Crocetta:  "Dal presidente della Regione Siciliana ci aspettavamo una relazione di dettaglio su quanto accaduto sin qui in Sicilia, ma soprattutto ci attendevamo un contributo di idee e proposte. Invece restano tutte le nostre perplessità sull'attuazione in Sicilia della legge 353 del 2000; infatti tale legge demanda alle Regioni la previsione, la prevenzione e la lotta attiva agli incendi boschivi". Lo dice il presidente della Commissione Ambiente del Senato, Giuseppe Marinello. "Il presidente Crocetta - aggiunge - si è lanciato in una performance fatta di accuse generiche, indiscriminate e non supportate da alcune documentazione nei confronti di innumerevoli soggetti ed istituzioni, tra l'altro accusando, con una verbosità conflittuale indecorosa, lo Stato e la Protezione Civile di inefficienza, ritardi e addirittura abbandono. Giovedì avremo in audizione il ministro Galletti al quale chiederemo delucidazioni sull'argomento, e si renderà necessario riconvocare la Protezione Civile al fine di verificare quanto ripetutamente dichiarato dal presidente Crocetta ed anche il prefetto Frattasi capo del dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della Difesa civile".

"Lo scaricabarile inscenato dal presidente Crocetta nel corso dell'audizione di fronte alla Commissione Ambiente del Senato sugli incendi è stato fuori luogo ed insensato". Lo dice il senatore Stefano Vaccari, capogruppo del Pd nella Commissione Ambiente. "Attribuire la responsabilità alla Presidenza del Consiglio e ai Vigili del Fuoco della difficoltà nel reperire i mezzi per lo spegnimento e della carenza di risorse serve solo ad alimentare l'idea che, anche di fronte alle emergenze, politica ed istituzioni sanno solo aumentare il conflitto, anziché lavorare insieme per risolvere il problema, collaborando in modo proficuo ciascuno per le proprie competenze. - aggiunge - L'Italia tutta sta vivendo un'emergenza e senz'altro anche la Regione Sicilia ha le sue responsabilità".

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