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"Effetto scissione" sui sondaggi: il Pd perde 2 punti, cresce il M5s

ROMA. Nei giorni della scissione il Pd perde 2,3%, si ferma al 28,1% e riduce ai minimi il vantaggio sul M5S, che in una settimana guadagna l'0,8% e arriva al 27,8%. È quanto emerge dalle intenzioni di voto dell'Istituto Ixè fatte per Agorà (Raitre).

La Lega Nord scende di mezzo punto al 13%, mentre Forza Italia si attesta al 12,9% (+0,3%). Leggere crescite anche per Fratelli d'Italia (4,5%, +0,2), Sinistra Italiana (4,1%, +0,2) e Area Popolare (3,6%, +0,3).

Ixè ha chiesto ad un campione di elettori del Pd se lo voteranno dopo l'eventuale scissione: l'85% ha risposto affermativamente (40% sicuramente sì, 45% probabilmente sì), mentre il 15% ha risposto negativamente (13% probabilmente no, 2% sicuramente no). La stessa domanda rivolta sia all'intero campione sia agli elettori di centrosinistra ha dato questo esito aggregato (probabilmente+sicuramente): sì il 39% degli elettori totali e il 79% degli elettori di centrosinistra; no il 55% degli elettori totali e il 18% di quelli di centrosinistra.

In ogni caso la stragrande maggioranza degli elettori dem (87%) e del centrosinistra (83%) è contraria alla scissione, mentre i favorevoli sono rispettivamente il 12% e il 15%. Il campione dem si divide sulle responsabilità della scissione.

Il 68% degli elettori Pd dà la colpa della rottura a Bersani, Rossi e Speranza, mentre il 26% punta il dito su Matteo Renzi. Renzi rimane comunque il pole position nel gradimento come segretario, ma in calo: il 56% lo vorrebbe di nuovo segretario del partito (una settimana fa era il 64%). Ma in calo sono anche i suoi oppositori Andrea Orlando (15%, -3%) e Michele Emiliano (9%, -3%).

A crescere è infatti l'area degli incerti (dal 3 al 9%) e quella di chi risponde «nessuno di loro» (dal 3 all'11%). Più in generale, Renzi si colloca al secondo posto (con il 27% e in calo di un punto), dietro Gentiloni (stabile al 32%) nella classifica della fiducia nei leader. Nelle posizioni successive sono tutti in crescita: Salvini (23%, +1), Meloni (23%, +1), Di Maio (20%, +2), Grillo (20%, +2) e Berlusconi (17%, +1).

La rilevazione è stata effettuata dall'Istituto Ixè per Agorà-RAI 3 il 22/2/2017. Metodologia di rilevazione: sondaggio CATI-CAMI su un campione casuale probabilistico stratificato di 1.000 soggetti maggiorenni (su 8.861 contatti complessivi), di età superiore ai 18 anni.

Tutti i parametri sono uniformati ai più recenti dati forniti dall'Istat. I dati sono stati ponderati al fine di garantire la rappresentatività rispetto ai parametri di sesso, età e macro area di residenza. Margine d'errore massimo: +/- 3,1%.

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