Giovedì, 23 Gennaio 2020
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IL PROVVEDIMENTO

Unioni civili, chiuso l'iter: sono legge
Via libera in Consiglio dei ministri

Arcigay, Consiglio dei ministri, unioni civili, Andrea Orlando, Maria Elena Boschi, Paolo Gentiloni, Sicilia, Politica
Gentiloni in Consiglio dei ministri, dopo le dimissioni dal Gemelli

ROMA. L'ultimo passaggio in tema di unioni civili è stato compiuto. Il Consiglio dei ministri ha approvato definitivamente i decreti attuativi che rendono completamente operativo il sistema di diritti a supporto delle coppie dello stesso sesso. "Oggi - ha dichiarato il ministro della Giustizia Andrea Orlando, che dell'approvazione delle unioni civili si era fatto garante - si è concluso il percorso di attuazione della legge", "avevamo assunto un impegno e lo abbiamo portato a termine": "è una svolta di civiltà per l'Italia".

"Da oggi - aggiunge Laura Boldrini, presidente della Camera - ci sono meno discriminazioni". Le associazioni, da Arcigay a Equality a Gaynet, parlano di "passo storico". E l'Associazione Luca Coscioni ritiene quello odierno "un ottimo punto di partenza verso la genitorialità delle coppie dello stesso sesso".

Sono tre i decreti legislativi ai quali il Cdm ha dato il via libera; e servono ad attuare la legge 'base' approvata a maggio dal Parlamento, che consente l'unione a due persone maggiorenni dello stesso sesso, con obbligo di convivenza e di assistenza morale e materiale, e dà gli stessi diritti delle coppie eterosessuali quanto a reversibilità pensionistica ed eredità. Finora a garantire i primi "sì", celebrati in tante città, era stato un decreto ponte.

Ora sono legge le disposizioni attuative che adeguano le norme sul piano civile, penale e del diritto internazionale. Quali garanzie scattino grazie a queste norme, lo spiega bene Monica Cirinnà del Pd, che del ddl è stata relatrice al Senato. Con queste norme, afferma "vengono chiariti tutti i punti critici fissando principi e pratiche inderogabili".

I decreti attuativi, infatti, stabiliscono che l'unione civile, come il matrimonio, può essere celebrata in pericolo di vita in nave o in aereo. Il matrimonio contratto all'estero da persone dello stesso sesso produce in Italia gli effetti dell'unione civile. E questo vale solo per i cittadini italiani, mentre per lo straniero continua a valere la legge dello Stato d'origine.

Per gli stranieri provenienti da Stati in cui l'orientamento sessuale sia causa di discriminazione e nei quali l'omosessualità sia penalmente sanzionata, al posto del nulla osta del Paese di origine è sufficiente il certificato di stato libero. Le funzioni di ufficiale di stato civile per celebrare l'unione civile potranno essere delegate, proprio come per il matrimonio, a consiglieri, assessori o privati cittadini che abbiano i requisiti per essere eletti consiglieri comunali. Infine si specifica che l'opzione facoltativa dell'adozione del cognome del partner non comporta alcuna modifica del codice fiscale o di altri documenti.

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