Martedì, 24 Novembre 2020
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CHIUSE LE CONSULTAZIONI

Governo, Gentiloni verso Palazzo Chigi
Attesa per l'incarico al nuovo premier

ROMA. Dopo 48 ore di consultazioni, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella è arrivato ad una prima certezza: i margini per un governo di responsabilità nazionale non ci sono. Ma il Capo dello Stato, descritto come "sereno e molto determinato" a risolvere la crisi in tempi brevi, è ottimista sulla possibilità di poter arrivare già oggi a dare l'incarico al nuovo premier.

Non prima, però, di aver fatto un nuovo tentativo per convincere Matteo Renzi ad accettare un bis, ipotesi al quale il leader Pd è indisponibile, pur impegnato ad aiutare il Capo dello Stato proponendo il nome di Paolo Gentiloni, sul quale converge il Pd: partito che resterà l'architrave della maggioranza del nascituro governo di scopo.

Nonostante l'insistenza dei suoi e degli alleati Alfano e Verdini, che oggi hanno speso il suo nome anche nell'incontro al Colle, Renzi non ha intenzione di tornare sui suoi passi. La sua priorità per i prossimi mesi, prima di un ritorno alle urne che vuole in tempi brevi, sarà il congresso del Pd e riprendere le redini di un partito un po' trascurato per gli impegni di governo. Il premier uscente lo ha ribadito ai molti ministri, da Padoan a Franceschini, da Martina ad Orlando, che ha incontrato a Palazzo Chigi. E poi alla delegazione Pd poche ore prima di salire al Quirinale.

La linea, concordata nel vertice, alla luce dell'indisponibilità di Renzi, è stata di non indicare a Mattarella nè un nome secco nè una rosa come candidato alternativo. Ma di offrire il "sostegno" del primo partito di maggioranza relativa alla soluzione che il Capo dello Stato proporrà per uscire dalla crisi. "Il Pd - chiariscono fonti di maggioranza - è pronto a sobbarcarsi la responsabilità di un nuovo governo ma non ha intenzione di intestarsi come suo un esecutivo perchè il nostro orizzonte restano le elezioni il prima possibile".

Un via vai, quello a Palazzo Chigi, che ha subito fatto gridare le opposizioni a "consultazioni parallele" di Palazzo Chigi rispetto al Quirinale. Ma dal Colle si smentiscono voci di irritazioni, cogliendo invece il senso dell'impegno del segretario Pd a consolidare il patto di sindacato dentro il partito e ad accelerare così l'uscita dalla crisi. Dopo una notte di riflessione, Mattarella è pronto a trarre le conclusioni. E' probabile che il presidente della Repubblica cercherà di convincere Renzi che un suo bis sarebbe la soluzione migliore per avere nel tempo più breve possibile un esecutivo pronto a mettersi al lavoro e "serio".

Il leader dem dovrebbe confermare il suo no al bis e a quel punto consigliare il nome di Paolo Gentiloni come soluzione capace di compattare il Pd e la maggioranza. Sul nome del ministro degli esteri converge anche la minoranza dem che chiede però una "svolta" nelle politiche sociali e una "discontinuità nella gestione del potere", alludendo alla possibile riconferma di fedelissimi del premier. Posizione che i renziani liquidano come anticipo del congresso ormai alle porte e che Renzi annuncerà domenica 18 all'assemblea del Pd. "Prima diamo la mano a risolvere la crisi e poi, con le mani libere dal governo, comincerà la resa dei conti", assicurano i renziani.

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