Martedì, 18 Febbraio 2020
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LA POLEMICA

"La poligamia è un diritto come unioni civili": bufera su post islamico di Piccardo

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Foto Ansa

MILANO. «Se è solo una questione di diritti civili, ebbene la poligamia è un diritto civile»: così ha scritto Hamza Roberto Piccardo, uno dei fondatori (e in passato segretario e portavoce) dell'Ucoii, in un post su Facebook a cui ha allegato la fotografia del sindaco di Milano, Beppe Sala, che celebra un'unione civile fra due donne. Immediate sono state le repliche e le prese di distanza, sia da destra che da sinistra.

«Secoli di lotte per l'emancipazione della donna non possono essere messi da parte. Apertura e tolleranza sono il segno della nostra cultura, ma non possono spingersi fino a rinnegare se stesse. I diritti civili con la poligamia non c'entrano», ha affermato Debora Serracchiani, vicesegretario del Pd. «Basta questo elemento per farci capire che rispetto hanno delle donne: nessuno - ha commentato la parlamentare di FI Daniela Santanchè. - Scambiano l'amore con la proprietà. L'uomo viene concepito come un sovrano e le donne come delle schiave. L'Islam vorrebbe portarci a questo e noi ovviamente dobbiamo opporci in ogni modo a questo scenari».

«Ma torna a casa tua - ha detto il segretario della Lega Nord Matteo Salvini rivolgendosi a Piccardo. - Capito dove ci portano i 'buonistì? Roba da matti».  «Io ci sono già a casa mia, in Liguria» ha risposto Piccardo che su Facebook ha fatto una serie di precisazioni a chi gli ha scritto. «Nessun vuole dettar legge solo rivendicare un diritto civile» ha aggiunto spiegando che «o musulmani non sono d'accordo neppure sulle unioni omosessuali e tuttavia non possono che accettare un ordinamento che le ha consentite. Il problema è che se le convinzioni etico e spirituali delle persone non hanno titolo d'interdizione nella sfera pubblica, allora non si capisce perchè una relazione tra adulti edotti e consenzienti possa essere vietata, di più, stigmatizzata, di più, aborrita».

Detto in altre parole: «rispetto la laicità dello Stato che per me vuol dire equivicinanza. Non voglio attivare un movimento ma ho buttato una pietra nello stagno, si è creato un dibattito».  Quando qualcuno su internet lo ha invitato a non scivolare su questioni su cui i detrattori dell'Islam si possono scagliare, Piccardo ha risposto: «mi consigli il politically correct? Lo sono stato per 25 anni per rispetto di un ruolo, spesso con disagio e fatica. Ora cerco di essere Islamically correct».

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