Lunedì, 16 Dicembre 2019
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RIMPASTO

Regione, ultimi nodi per Crocetta:
slitta l’intesa per la nuova giunta

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I renziani non accettano di perdere un assessore e il Pdr di Totò Cardinale chiede più spazio. Crocetta invita a un atto di responsabilità

PALERMO. L’ala renziana del Pd non accetta un ridimensionamento, il Pdr di Totò Cardinale chiede più spazio. Quando il traguardo sembrava vicino, Rosario Crocetta è stato costretto a rallentare la corsa per la formazione del suo quarto governo. E ora il rischio è che la crisi-lampo, a cui da giorni il presidente lavoro con Raciti e D’Alia, si trasformi in un pantano. Difficilmente il presidente riuscirà ad annunciare oggi gli assessori.

La proposta di Crocetta. Lo schema di Crocetta prevede 5 assessori al Pd invece degli attuali 6, 2 all’Udc, e uno ciascuno a Ncd, Sicilia democratica, socialisti e Pdr. L’ultimo posto il presidente lo riserverebbe a un fedelissimo: probabilmente Antonio Fiumefreddo. Ma Crocetta vorrebbe anche convincere i socialisti a tenere in «quota» Mariella Lo Bello: proposta già rifiutata dagli interessati che hanno già indicato Giovanni Di Giacinto.

Il nodo-Baccei. E ieri alla prima convocazione per le consultazioni, il Pdr non si è neppure presentato. Mentre Davide Faraone - che dovrebbe rinunciare a un assessore - ha notificato i propri paletti. In primis bloccando il siluramento dell’assessore all’Economia: «Do un significato politico alla presenza di Baccei in giunta. È arrivato con il mandato di costruire un piano di riforme che legittimasse la richiesta di risorse economiche al governo nazionale. Questo percorso è stato avviato con condizione di isolamento da parte di Baccei. Lui rappresenta la garanzia che questo percorso va avanti. Roma quel percorso lo vuole portare avanti. Se qui si è cambiato idea e si vuole mantenere un sistema economico di questo tipo, qualcuno lo dica e ne prendiamo atto».

La trattativa sugli aiuti. Non è un dettaglio. Il nuovo governo, pur avallato da Lorenzo Guerini, non può prescindere da aiuti statali quantificati in 1,4 miliardi. Altrimenti la nuova giunta cadrebbe presto per quello che nel Pd chiamano «strangolamento finanziario». E allora ecco che Faraone torna a ridimensionare le trattative in corso a Palermo ricordando che lunedì Crocetta sarà a Roma per discutere gli aiuti necessari a chiudere il bilancio: «Deve dirci che riforme intende annunciare lunedì al governo nazionale. Non mi interessa nè degli assessori nè dei balletti nè dei vertici che intende fare. Fatti suoi. Crocetta dica cosa intende fare su partecipate, acqua, rifiuti e uffici regionali. È molto più interessante del toto assessori».

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