Giovedì, 22 Agosto 2019
LA RIFORMA

Buona scuola, Renzi: "Giunti a insegnanti 500 euro"

ROMA. «I 500 euro, la buona scuola, il commento di un prof. Lui è un professore umbro, si chiama Giovanni. Ha scritto questo post. Mi piace condividerlo senza aggiungere nulla. E riflettere insieme su quanto sia cruciale per la nostra società il ruolo del prof oggi più che mai».

Lo scrive su Facebook il presidente del Consiglio Matteo Renzi. Il lungo post riportato dal premier rende merito al governo di aver inviato «500 euro, tondi tondi, ad ogni insegnante di ruolo di questo paese, dall'infanzia al liceo. Compresi quelli che berciavano alla distruzione della scuola pubblica e alla deportazione dei neo-assunti, e che ora tacciono, col malloppo in tasca, pronti al prossimo piagnisteo. 500 euro da parte di un Governo - scrive il professore umbro - che non ho nemmeno votato. È la prima volta che succede in 25 anni che faccio questo mestiere, in cui di governi e di ministri ne avrò visti passare due dozzine. E di promesse almeno il doppio».

«Un bonifico con cui mi regalerò finalmente - prosegue l'insegnante, di cui Renzi svela il nome, Giovanni, ma non il cognome - un mini abbonamento a Teatro, quel corso di aggiornamento fuori sede, quei due dizionari di psicologia costosi che puntavo da anni e non mi sarei mai potuto permettere. Ci potevano comprare i gessi e la carta igienica...grideranno scandalizzate e puntuali le anime belle di questo paese; invece io credo di no, che averli dati a noi sia stata la cosa più giusta e straordinaria di un governo dal dopoguerra. Perchè gratificare un insegnante è l'investimento migliore di una società lungimirante. E quindi anche il più urgente e sommamente utile. Perchè i gessi passano, mentre gli insegnanti restano, come presidio di civiltà e di umanità».

L' Anief, intanto, avvia un ricorso gratuito al Tar contro l'«inspiegabile» esclusione dei docenti precari e di tutti gli Ata dal Bonus di 500 euro per l'aggiornamento professionale. «La riforma 107/2015 li obbliga a formarsi in servizio, al pari dei colleghi beneficiari del finanziamento. Ma nel decreto di attivazione del bonus il Miur - osserva il sindacato - si è dimenticato di loro. Perdendo un'occasione importante, perchè la somma, da rendicontare entro il 31 agosto 2016, permetterà per la prima volta al personale della scuola di accedere a una formazione a scelta e a spese del proprio datore di lavoro, quale è lo Stato».

Tutte le spese dell'impugnazione saranno assunte dall'Anief, informa il sindacato aggiungendo che le adesioni al ricorso, on line, dovranno arrivare entro il 19 novembre. «Solo quest'anno - afferma Marcello Pacifico, presidente Anief - saranno almeno 300mila i lavoratori illegittimamente esclusi. Eppure sono oggetto di votazione attiva e passiva riguardo i piani di attività svolti all'interno delle scuole. Inoltre, da contratto hanno diritto al medesimo salario accessorio dei colleghi assunti a tempo indeterminato. Il motivo della loro esclusione - conclude - è solo uno: far risparmiare alle casse dello Stato oltre 150milioni di euro annui».

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