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L'Anci: i Comuni siciliani alla distruzione per colpa della Regione

Orlando: "Non possiamo permettere che lo stato di calamità istituzionale della Regione siciliana diventi lo stato di calamità istituzionale anche per i Comuni"
Sicilia, Politica
Leoluca Orlando, presidente di Anci Sicilia, e Crocetta

PALERMO. "Comuni alla distruzione a causa dei tagli regionali e nazionali con inevitabili e conseguenti mortificazioni per i cittadini" è il grido d'allarme dei sindaci siciliani riuniti stamattina a Palermo dove si è svolto un incontro dell'ufficio di presidenza dell'Anci Sicilia alla presenza dei rappresentanti di un centinaio di amministrazioni.

"Non possiamo permettere che lo stato di calamità istituzionale della Regione siciliana diventi lo stato di calamità istituzionale anche per i comuni - ha detto Leoluca Orlando, presidente di Anci Sicilia - Siamo alla fine del 2015 e la Regione non ha ritenuto di sentire i comuni sulla programmazione 2014-2020 in una regione dove il tasso della povertà è fra i più alti d'Italia. Nel resto d'Italia siamo fuori dalla crisi finanziaria e sociale ma in Sicilia restiamo in uno stato di vera e propria calamità istituzionale e finanziaria con un conseguente forte disagio che lede la dignità di una amministrazione pubblica, quale è il Comune".

Orlando ha sottolineato che "è la prima volta nella storia che il piano di riparto dei fondi per le autonomie per il 2015 non viene approvato dall'Anci Sicilia, non possiamo consentire che ad oggi non sia ancora arrivato un euro che sta finendo ai comuni siciliani invocando spese varie e patto di stabilità". "Dal 2009 al 2015 i comuni siciliani hanno avuto il 50 per cento di trasferimenti regionali in meno e in tre anni si è avuto ancora un maggior taglio dei trasferimenti nazionali- ha aggiunto Mario Emanuele Alvano, segretario generale di Anci Sicilia -. Accanto al taglio delle risorse abbiamo subito tagli indiretti alla spesa sanitaria attraverso l'inserimento della compartecipazione sull'assistenza ai disabili e ai tossico-dipendenti e i tagli sui trasporti che hanno aggravato enormemente la situazione economica dei Comuni. L'armonizzazione contabile sta facendo riaprire con più forza la questione meridionale e sta pesando sui comuni siciliani molto di più a causa dei livelli di riscossione e della scarsa capacità fiscale".

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