Martedì, 31 Marzo 2020
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POLITICA ESTERA

Mogherini, migranti: "Non si può far finta di non vedere"

«Non si può semplicemente far finta di non vedere. La crisi dei rifugiati non è emergenza passeggera, è qui per rimanere. Prima lo accetteremo psicologicamente e politicamente, prima sapremo dare risposte efficaci»

ROMA. «Non si può semplicemente far finta di non vedere. La crisi dei rifugiati non è emergenza passeggera, è qui per rimanere. Prima lo accetteremo psicologicamente e politicamente, prima sapremo dare risposte efficaci». Così, in un'intervista al Corriere della sera, l'Alto rappresentante per la politica estera Ue Federica Mogherini sprona l'Europa. E aggiunge: per Assad in Siria non c'è futuro.

«Il tempo delle illusioni è finito e non ci sono Paesi che non saranno coinvolti», sottolinea Mogherini parlando dei migranti. Il pacchetto di proposte di Bruxelles, spiega, «ha una parte interna, fatta di misure che rafforzano il meccanismo di risposta solidale, di fronte all'ondata migratoria senza precedenti. La parte esterna riguarda il lavoro di medio e lungo periodo per la soluzione delle crisi all'origine del fenomeno, in Siria, Libia, Iraq, Africa». Il regolamento di Dublino non funziona, aggiunge, «la valutazione sul funzionamento e i limiti di Dublino e il processo di revisione erano già nelle proposte fatte dalla Commissione in primavera».

Mogherini sottolinea che «smantellare le reti dei trafficanti rimane parte importante» dell'azione europea. «La prima fase dell'operazione navale Ue - dice - ha raggiunto in poche settimane gli obiettivi e ci ha permesso di salvare 1500 vite umane. Ora siamo pronti a contrastare direttamente le attività dei mercanti d'anime. Su questo siamo uniti. Ora spetta agli Stati membri fornire i mezzi navali militari necessari. Credo che entro due settimane saremo pronti ad agire in acque internazionali. Già nella prima fase in ben 16 occasioni avremmo potuto sequestrare le imbarcazioni e arrestare gli scafisti».

«È impossibile pensare che Assad faccia parte del futuro della Siria», aggiunge. «Ma è chiaro a tutti che una transizione sarà possibile solo trovando il modo di far parlare le parti e farle sedere attorno a un tavolo».

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