
PALERMO. Gran parte dei Musei e dei parchi archeologici siciliani resteranno chiusi per turisti e visitatori nel fine settimana. Non è stato ancora raggiunto l’accordo tra Regione e sindacati e nel pomeriggio di oggi e domani non sarà possibile visitare numerosi siti in varie località dell’isola: dal museo archeologico di Agrigento a quello di Mazara che custodisce il Satiro.
Secondo alcuni sindacati, oltre il 60 per cento delle strutture chiuderà i battenti. Nell’elenco rientrano anche la Villa del Casale di Piazza Armerina e il museo archeologico di Selinunte. Si è rivelata solo una riunione interlocutoria, infatti, quella che si è tenuta nel dipartimento dei Beni Culturali tra il dirigente generale Rino Giglione e i sindacati che, tra l’altro, hanno presentato proposte differenti. Il Sadirs suggerisce l’ipotesi di incentivi individuali per garantire l’apertura dei siti, mentre Cgil, Cisl e Uil propongono di ricorrere all’ausilio dei lavoratori ex Asu, «già pagati dalla Regione e sino ad oggi mai utilizzati».
Proposte che servirebbero a superare il problema del tetto massimo delle giornate festive in cui i custodi sono obbligati a lavorare per contratto, che è pari al 30 per cento. In Sicilia, tra addetti alla fruizione e custodi, sono 1545 le persone che lavorano nei 112 siti archeologici.
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4 Commenti
salvatore
01/11/2014 08:28
L'altro giorno ho letto che la maggior parte dei dipendenti che sono impiegati nei musei , provengono da ditte che hanno chiuso, transitando in società partecipate della regione . Domanda. Quando il loro datore di lavoro, senza straordinario, li "invitava" a lavorare nei giorni festivi , c'era possibilità di rifiuto? Oggi che si occupa il posto regionale , non ci pensano due volte a rifiutare, tanto non c'è pericolo che perdono il posto di lavoro. A questo punto se manca il personale per i giorni festivi , dategli meno ore di impiego e con i soldi risparmiati fate lavorare coloro che sono ,per esempio, senza incarico e senza stipendio nell'albo della formazione professionale.
errata info
01/11/2014 10:06
La disinformazione è alle stelle! Lo "straordinario" non esiste più da anni, il personale c'è ed anche parecchio. Mal distribuito senza ombra di dubbio.... le norme contrattuali non permettono di superare il tetto del 30% delle giornate festive, e qui i custodi possono fare ben poco! continuare ad assegnare nuovo personale provocherebbe il caos totale dal lunedì al sabato, dove si ritroverebbero a lavorare decine e decine di persone senza "far nulla"!! Andiamo a rivedere piante organiche e meccanismi vari di turnazione che mettono "paletti" ovunque, senza parlare né di straordinari né di incentivi. Caro Salvatore non c'è mai stato rifiuto alcuno da parte dei lavoratori, gli ordini di servizio parlano chiaro.....e quelli, ahimè, non si discutono. Buona giornata
Gaetano
01/11/2014 11:38
Ci sono i vincitori del "CONCORSO" per 260 operatori dei beni culturali bandito nel 2000. Sono passati 14 anni e aspettano il loro sacrosanto diritto!!! Forse vincere un CONCORSO non basta. Bisogna essere precari senza concorso, raccomandati o figli e amici di per essere assunti?
pietrino
01/11/2014 18:33
Ma i Siciliani e chi li governa hanno voglia di lavorare o cosa? Capisco che non ci sono colate di cemento o lavori pubblici con annessa tangente:C'è solo da valorizzare l'esistente.Chi sarà mai il politico illuminato che sosterrà la crescita di questo settore?