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Renzi: "Se i sindacati sono contro di me non è un problema". Poletti: "Basta tabù"

Il premier italiano in un'intervista al Wall Street Journal: "Il mio impegno è chiaro: realizzare le riforme indipendentemente dalle reazioni. La riforma del mercato del lavoro è la mia priorità"

NEW YORK. «Escludo categoricamente la possibilità di nuove tasse in Italia». Lo ha detto il premier Matteo Renzi in un'intervista al Wall Street Journal. «Il mio impegno è chiaro: realizzare le riforme indipendentemente dalle reazioni. La riforma del mercato del lavoro in Italia è una priorità e se i sindacati sono contro per me questo non è un problema».  Agnese Renzi, in viaggio con il premier negli Stati Uniti, ha invitato ieri, a quanto si apprende da fonti italiane, Michelle Obama in Italia in occasione dell'Expo a Milano. L'incontro tra le due first lady è avvenuto alla cena di gala, ieri sera, al Waldorf Astoria dove Renzi e la moglie hanno posato per una foto con la coppia presidenziale americana.

"Non possiamo fare pasticci all'italiana. Non ci si può fermare davanti a dei tabù. Noi abbiamo bisogno di dare fiducia e chiarezza perchè ci siano investimenti". Così il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, rispondendo sul Jobs Act e l'art.18. "Queste sono le linee di fondo, vogliamo andare avanti nei tempi dati". "Oggi dobbiamo fare un ragionamento molto chiaro perché abbiamo bisogno di idee chiare. Non possiamo fare pasticci all'italiana", afferma Poletti a margine di un convegno in Confindustria, "perché quando discutiamo nel merito delle cose poi, per metterci d'accordo, pasticciamo. Pasticci non possono essere fatti. Non ci si può fermare davanti a dei tabù. Noi abbiamo bisogno di dare fiducia e chiarezza perché ci siano investimenti. Queste sono le linee di fondo, vogliamo andare avanti nei tempi che ci siamo dati". Poletti sottolinea, quindi, che ieri il Senato ha cominciato l'esame del Jobs act e superato le pregiudiziali di costituzionalità presentate da Movimento 5 Stelle e Sel alla delega sul lavoro: "Mi pare - sottolinea ancora - che ci siano le condizioni per affrontare questa discussione e farla nel modo giusto". A proposito, invece, dei quasi 700 emendamenti presentati per l'aula di palazzo Madama, "molti sono figli di una volontà di esprimere una opposizione, ce ne sono tanti di M5S e tanti di Sel. Sono dentro l'attività parlamentare, sono in qualche misura nella norma, se proprio non fisiologici perché gli emendamenti dovrebbero essere tutti finalizzati ad un miglioramento sostanziale" del provvedimento. "Siamo dentro ciò che capita spesso - conclude Poletti - nella nostra vita parlamentare".

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