Mercoledì, 26 Febbraio 2020
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Via libera a Bilancio e Finanziaria, salvi precari e Tabella H

Sicilia, Politica

PALERMO. Approvata all'alba la manovra finanziaria, con 56 voti a favore, 12 contrari e un astenuto; subito dopo è arrivato il via libera al bilancio, 59 sì e 13 contrari. All'Assemblea regionale la lunga seduta parlamentare si è conclusa poco prima delle 7 di questa mattina, dopo momenti segnati da forti tensioni tra la Presidenza, il governatore Rosario Crocetta e tra singoli deputati. Il clima s'è infiammato verso le 23 attorno agli emendamenti aggiuntivi (ne sono spuntati 200 in aula, più un maxiemendamento del governo) e alla cosiddetta tabella H, il lungo elenco di enti e associazioni, ognuna delle quali può vantare almeno un sponsor tra i deputati, che è arrivata agli uffici della Presidenza intorno alle 3. Tra accuse di natura politica e rilievi procedurali, i parlamentari hanno votato a ritmo incalzante decine di emendamenti aggiuntivi sulle materie più disparate. La tabella H, che nessuno voleva ma che per l'intera giornata di ieri circolava nei corridoi di Palazzo dei Normanni in diverse versioni, alla fine ha saziato gli appetiti di quasi tutti i parlamentari: hanno votato contro solo i 5stelle e la lista Musumeci. Sono 137 gli enti e associazioni finanziate con i 25 milioni della ex tabella H. 



Durissimo lo scontro tra il presidente dell'Ars, Giovanni Ardizzone (Udc), e il governatore Rosario Crocetta. Ardizzone, aprendo i lavori, ha rivendicato l'esclusiva competenza della presidenza dell'Ars sulla valutazione e l'ammissibilità degli emendamenti aggiuntivi alla finanziaria che stavano per finire in un maxiemendamento del governo. "Non decidono i capigruppo e neppure il governo - ha ammonito - ma a decidere è questa Presidenza, che non ha presentato nessun articolo e nessun emendamento. Mi risulta che ci sia una trattativa sulla tabella H (i contributi a enti e associazioni), e mi risulta inoltre, e sono convinto che sia così, che il presidente Crocetta non abbia partecipato a questa trattativa". A quel punto ha invitato il governatore a esprimersi. "Io intervengo nella qualità di parlamentare", ha chiarito subito Crocetta. Immediatamente ripreso da Ardizzone: "Lei è il presidente della Regione". Ma Crocetta ha insistito alzando il tono: "Io intervengo da parlamentare; e non è certo proibito dalla legge effettuare riunioni da parlamentare". E Ardizzone di nuovo: "Le riunioni si possono fare ma non dalle 7 alle 11 e mezzo di sera, è da dieci anni che va avanti questo andazzo". Ma a quel punto è successo l'imprevedibile. "Le trattative si possono fare da qui a domani mattina e all'infinito", ha replicato Crocetta gridando in aula. Ardizzone, allora, gli ha tolto la parola e ha sospeso l'aula.  Dopo pochi minuti, incontrando i cronisti nei corridoi del Palazzo, Crocetta ha affermato: "Qualcuno mi deve chiedere scusa, questo è un attacco politico, è evidente". "I parlamentari sono liberi di riunirsi o no?", ha insisito. "Se la tabella H è presentata dai capigruppo perché Ardizzone lo deve proibire? E' uno scontro che ha voluto creare di concerto con Musumeci", ha concluso.


Poi il chiarimento al termine di un incontro durato pochi minuti. Ardizzone e Crocetta sono usciti insieme e si sono soffermati con i cronisti nella sala dei Paesaggi, un ambiente che precede l'ingresso a sala d'Ercole. "Siamo in perfetta sintonia", ha detto subito Ardizzone. E Crocetta: "Si è trattato solo di un equivoco su una riunione cui non ho partecipato". Di fronte all'insistenza dei cronisti, Crocetta ha abbracciato Ardizzone. "Vedete? E' tutto ok", ha aggiunto Crocetta, sorridendo. I due poi si sono diretti insieme a sala d'Ercole.
La manovra finanziaria taglia molto a cominciare dalle auto blu, introduce il canone per le cave allineando la Regione al resto d'Italia (emendamenti targati M5S), ma salva contemporaneamente 30 mila precari (di enti locali e Regione) e 1.600 dirigenti regionali, che perdono il 20% del salario accessorio (8,2 mln di risparmio) e mantengono comunque alcuni privilegi, che il governo voleva abolire ma l'aula, in modo trasversale, ha stralciato dalla legge di stabilità.    


TAGLI ALLE AUTOBLU: ESULTANO I CINQUESTELLE.
Passa in finanziaria una norma che taglia le autoblu in Sicilia e ne limita l'utilizzo. Esulta il Movimento Cinque stelle che aveva concordato l'emendamento col governo Crocetta, appena approvato dall'Assemblea regionale. La norma vieta il possesso e l'utilizzo di auto di rappresentanza "alle società regionali, alle società partecipate dalla Regione siciliana a prevalente capitale pubblico, alle agenzie regionali, alle aziende regionali, alle aziende sanitarie e ospedaliere".
Inoltre "le auto di servizio, esclusivamente in car sharing, non possono superare i 1.300 cc" ed entro 90 giorni società ed enti dovranno comunicare all'amministrazione regionale l'adozione del piano di dismissione delle auto di servizio. Alla Regione le auto di servizio potranno essere utilizzate solo dal presidente e dagli assessori regionali ed entro 90 giorni sarà adottato un piano di dismissione delle vetture di proprietà pubblica. I contratti di noleggio o assicurazione sulle auto considerate in esubero e in scadenza non potranno essere rinnovati.


DIRIGENTI SANITA', TAGLIATI COMPENSI DIRIGENTI. In un clima di collaborazione, è passato all'Ars un emendamento del Pdl alla finanziaria regionale, apprezzato dal governo Crocetta, che riduce del 10 per cento i compensi dei dirigenti del settore sanitario in Sicilia. La norma originaria prevedeva la riduzione del 10 per cento solo per le indennità di risultato.


DIRIGENTI REGIONE, TAGLI SUL SALARIO ACCESSORIO. Passa in aula il taglio del 20 per cento del salario accessorio dei dirigenti della Regione siciliana, con un risparmio per le casse pubbliche di 8,2 milioni di euro. L'Ars ha 'salvatò invece la clausola di salvaguardia che in presenza dello spoil system permette ai 1.600 dirigenti di mantenere incarichi equivalenti e le medesime indennità. L'emendamento del governo è stato stralciato dalla Presidenza dell'Ars dopo gli interventi in aula di diversi deputati della maggioranza e dell'opposizione che si sono espressi contro l'abolizione della clausola di salvaguardia. Santi Formica (lista Musumeci) in particolare ha paventato il rischio di impugnativa da parte del commissario dello Stato.


APPROVATA NORMA EX PIP, SUSSIDIO PER 3MILA PRECARI.
L'Ars approva l'emendamento del governo Crocetta che prevede un assegno di sostegno al reddito erogato dall'Inps, pari a 833 euro al mese più gli assegni familiari, per gli ex Pip della Social Trinacria onlus. In aula voto unanime di maggioranza e opposizione.
Precari in piazza in festa al momento del voto all'Ars sulla norma che assegna un sussidio, contenuta nella finanziaria. Dall'interno del Palazzo si sentono le urle di gioia dei precari, circa 500 persone che da giorni presidiano il Palazzo dei Normanni. La gente salta di felicità e porta in spalla i propri rappresentanti.


CI SARA’ IL FONDO PER IL MICROCREDITO DEI GRILLINI. È stato approvato l'emendamento alla legge di stabilità, presentato dai deputati del Movimento 5 Stelle, che istituisce un fondo destinato a finanziare le microimprese. «Per noi - afferma il deputato Salvatore Siragusa - è un punto di partenza e non d'arrivo. Abbiamo in cantiere altri progetti che mirano a dare un calcio alla crisi e respiro alle aziende». Il fondo avrà una dotazione di partenza di 1,5 milioni di euro per il 2013, cui va aggiunta la somma versata volontariamente ogni mese dai deputati 5 Stelle, che a fine anno dovrebbe ammontare a circa un milione di euro. «La filosofia  che ha ispirato la nostra Finanziaria - spiega il deputato Francesco Cappello - è stata animata da una doppia azione, che da un lato mirava a reperire le risorse (da qui gli emendamenti sulle cave, le acque  e sulle royalties petrolifere), e dall'altro a trovare gli strumenti per aiutare le imprese. Il microcredito è uno di questi. Speriamo che altre forze politiche trovino il modo di contribuire a farlo crescere, visto che fino ad oggi nessuno ha mandato il benchè minimo segno in tal senso». La palla passa ora al governo, che dovrà emanare il decreto attuativo che consentirà alle imprese di usufruire dei prestiti. Gli importi finanziabili, comunque, non potranno superare i 20 mila euro.

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