Venerdì, 07 Ottobre 2022
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VENTI DI GUERRA

Taiwan, l’esercito cinese proroga le esercitazioni: “Vogliono invaderci”

L’esercito cinese ha annunciato che oggi, per il sesto giorno consecutivo, proseguirà le manovre militari intorno a Taiwan iniziate come rappresaglia per la visita nell’isola della presidente della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti, Nancy Pelosi. In una dichiarazione pubblicata sul social network Weibo, l’Esercito popolare di liberazione, nome ufficiale delle forze armate cinesi, ha indicato che «continuerà a organizzare manovre congiunte orientate al combattimento via mare e via aerea», concentrandosi su «operazioni di contenimento e sicurezza congiunta». Le manovre iniziate giovedì scorso da Pechino, con esercitazioni a fuoco vivo e lanci di missili a lungo raggio, sono state definite «irresponsabili» da Taiwan, che oggi ha organizzato una ‘contro-esercitazionè per difendere l’isola da un possibile attacco cinese.

La Cina sta usando le esercitazioni aeree e marittime intorno a Taiwan per preparare l’invasione dell’isola e per cambiare lo status quo nella regione dell’Asia-Pacifico,  ha detto il ministro degli Esteri di Taipei Joseph Wu, secondo cui «la Cina ha usato le esercitazioni e il suo manuale militare per prepararsi all’invasione di Taiwan». Parlando in una conferenza stampa, Wu ha aggiunto che «la vera intenzione di Pechino è quella di alterare lo status quo nello Stretto di Taiwan e nell’intera regione dell’Asia-Pacifico».

Wu ha condannato Pechino per aver esteso le sue esercitazioni militari intorno all’isola, accusandola di cercare di controllare lo Stretto di Taiwan e le acque nella più ampia regione dell’Asia-Pacifico. «Sta conducendo esercitazioni militari su larga scala e lanci di missili, nonché attacchi informatici, una campagna di disinformazione e di coercizione economica per indebolire il morale pubblico a Taiwan», ha continuato.
Il ministro ha poi voluto ringraziare gli alleati occidentali, compresi gli Stati Uniti dopo la visita di Pelosi, per aver resistito alla pressioni della Cina. «E’ stato un chiaro messaggio al mondo che la democrazia non si piegherà all’intimidazione dell’autoritarismo», ha detto.

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