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Ucraina: oltre un milione e mezzo di profughi, in Italia i primi 15 mila arrivi

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Esodo profughi ucraini alla frontiera di Medyka in Polonia

Fino a ieri la media era di circa 2.300 ingressi al giorno, ma nelle ultime 24 ore il flusso di profughi ucraini arrivati in Italia ha toccato quota tremila. Un totale di oltre 14 mila persone, al momento, in massima parte donne e bambini. Solo una goccia rispetto al milione e mezzo e più di ucraini che dall’inizio dell’invasione hanno già lasciato il loro paese - per l’Onu è la più rapida crisi di rifugiati del dopoguerra - ma che potrebbe preludere a una marea che l’Italia si sta preparando ad affrontare con la rete delle prefetture e delle Regioni, sotto il coordinamento operativo della Protezione Civile: al momento la situazione è gestibile, filtra dal Dipartimento.
Molti ucraini si sono già diretti verso Roma, Milano, Bologna e Napoli, dove hanno raggiunto familiari e conoscenti già residenti nel nostro Paese. Ma «in caso di massiccio afflusso - ha assicurato il sottosegretario all’Interno Carlo Sibilia - le prefetture potranno provvedere al reperimento di strutture ricettive idonee», coordinandosi con i governatori delle Regioni, commissari delegati per la nuova emergenza, allo scopo di utilizzare anche i Covid Hotel, ora che la pandemia sta dando segnali di tregua. Sibilia, inoltre, fa sapere che per «ampliare il sistema di accoglienza per i minori non accompagnati» sarà possibili accedere al Fondo Nazionale per le politiche e i servizi dell’Asilo.
Anche la ministra alla Famiglia Elena Bonetti, intervistata dal ‘Messaggerò, ha sottolineato un’attenzione particolare per quella tragedia nella tragedia che sono i minori rimasti soli: il suo dicastero, ha annunciato, metterà sul tavolo 20 milioni di euro destinati proprio all’accoglienza dei bambini non accompagnati, compresi quelli evacuati dagli orfanotrofi. Tutti i bambini saranno aiutati anche «a integrarsi nelle nostre scuole» e se come governo «nell’ultimo Cdm abbiamo stanziato le prime risorse per l’emergenza», Bonetti ha spiegato che “arriveranno altre misure».
Nei palazzi delle Regioni, nel frattempo, il lavoro in queste ore è febbrile: «Sono tutte al lavoro» riferisce la ministra per gli Affari regionali Mariastella Gelmini. Alcuni governatori “hanno già fatto approvare specifiche delibere per stanziare risorse regionali ad hoc: dalla Lombardia al Lazio, dalla Sardegna alla Calabria. Tutti avranno un luogo in cui stare: nessuno verrà lasciato indietro. È davvero encomiabile la gara di solidarietà che è partita in tutti i territori». Storie piccole e grandi di generosità e di impegno: dal vicesindaco di Ferrara partito per portare aiuti e ritornato in città con due donne e 3 bambini di Kiev, fino alle piccole isole Eolie, dove la parrocchia di Salina ha messo a disposizione 40 posti letto. La Provincia di Trento, da parte sua, è pronta ad allestire una struttura di accoglienza per i profughi, probabilmente in Moldavia.
E si moltiplicano anche le iniziative di solidarietà dal forte valore simbolico: Portofino ha colorato di giallo-blu le facciate della celebre ‘piazzettà, mentre il David di piazza della Signoria a Firenze è stato coperto da un drappo nero. A Napoli circa 500 ucraini si sono raccolti in piazza del Plebiscito attorno a una maxi-bandiera del loro paese, a Verona un centinaio di sindaci e assessori della provincia hanno manifestato per la pace. Altre manifestazioni si sono tenute a Trieste e a Taranto. Centinaia di persone hanno sfilato a Marzabotto, a Sant’Anna di Stazzema e in altri luoghi simbolo degli eccidi nazifascisti.
Intanto questa mattina all’alba è partito da Roma per l’Ucraina il secondo carico di aiuti umanitari organizzato dalla Croce Rossa, un tir con medicine e materiali logistici e sanitari richiesti dai colleghi ucraini. La raccomandazione che arriva dalla Cri è quella di non dare vita a raccolte spontanee di aiuti, ma di aderire a quella ufficiale: «Il modo migliore - fanno sapere - è dare un contributo in denaro, piccolo o grande“ così da poter «acquistare prodotti in loco o fornire aiuti cash alle persone». Le cui esigenze, man mano che la situazione si evolve, possono cambiare di giorno in giorno.

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