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Covid, dal 19 luglio stop alla quarantena per i vaccinati che rientrano in Gran Bretagna

coronavirus, Gran Bretagna, Sicilia, Mondo
Boris Johnson

Arriva l’atteso alleggerimento delle misure precauzionali anti Covid per chi viaggia fra il Regno Unito e oltre 100 Paesi inclusi tuttora nella lista arancione: incluse l’Italia, il resto delle nazioni Ue o gli Usa. Grant Shapps, ministro dei Trasporti del governo di Boris Johnson, ha annunciato oggi formalmente alla Camera dei Comuni che dal 19 luglio non sarà più richiesta alcuna quarantena cautelare per le persone residenti nel Regno, purché doppiamente vaccinate, che tornino sull'isola da questi Paesi.

Immediata la reazione positiva dei vertici di British Airways, EasyJet e altri grandi vettori aerei. L’esenzione dalla quarantena varrà anche per i minorenni - bambini e ragazzi sotto i 18 anni - non vaccinati, purché residenti in Gran Bretagna, ha precisato Shapps. Al momento il provvedimento riguarda gli arrivi a Londra e in tutta l’Inghilterra - la nazione (maggiore) del Regno soggetta ai poteri del governo centrale in materia di trasporti e di emergenza sanitaria - in attesa che i governi locali di Scozia, Galles e Irlanda del Nord, competenti su questi dossier per i rispettivi territori in forza della devolution, decidano di allinearsi.

Resta invece per ora in vigore per tutti, anche dopo il 19 luglio, l’obbligo di un doppio test Covid a pagamento al rientro dai viaggi. «Per essere chiari, l’esenzione dall’autoisolamento riguarderà le persone residenti pienamente vaccinate: ossia che abbiano ricevuto la dose finale del vaccino almeno 14 giorni prima» del viaggio, ha sottolineato il ministro. «In sostanza - ha aggiunto - le nuove regole equiparano i viaggiatori di rientro dai Paesi inclusi nella lista ambra (la stragrande maggioranza delle nazioni al mondo) a quelli della lista verde», che al momento comprende non più di una ventina tra mete remote e isole turistiche, in territorio europeo solo Malta,
Gibilterra, Islanda, Baleari e Madera.

La quarantena di 10 giorni continua a valere viceversa come obbligo vincolante - per di più da trascorrere in hotel sorvegliati a proprie spese - per tutti i residenti nel Regno Unito e in Irlanda in rientro dai circa 50 Paesi della lista rossa (asiatici, africani e mediorientali per lo più) considerati a più elevato rischio varianti e con i quali qualunque viaggio che non sia di rimpatrio rimane d’altronde vietato.

Shapps ha pure affermato di essere deciso a continuare a indossare in prima persona la mascherina - non più obbligatoria nel Regno a partire sempre dal 19 luglio nei piani annunciati dal governo Johnson giorni fa, a dispetto dell’impennata di contagi Delta nel Paese e delle forti riserve di una parte del mondo medico e scientifico - sui mezzi di trasporto affollati od ovviamente dove continuerà a essere richiesta dai titolari delle attività di business. I responsabili di varie compagnie aeree e di varie aziende dell’industria del turismo, che da tempo invocavano da parte loro un allentamento delle restrizioni sugli spostamenti, hanno frattanto accolto l’annuncio di oggi come «un primo passo positivo»: auspicando però anche un graduale ridimensionamento della lista rossa.

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