Venerdì, 22 Novembre 2019
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DIPLOMAZIA

Siria, completato il ritiro dei curdi: l'offensiva della Turchia non riparte

"Non è necessario" riprendere l'offensiva contro i combattenti curdi in Siria, visto che "il loro ritiro" dalle zone di confine è stato "completato", come "ci hanno confermato gli Stati Uniti". Lo ha detto in una nota il ministro della difesa turco, Hulusi Akar, secondo quanto riportano i media internazionali, spiegando che "in questa fase, non è necessario effettuare una nuova operazione".

Una nuova tregua di 150 ore nel nord della Siria per allontanare le milizie curde da tutto il confine turco. Pattugliamenti congiunti tra Turchia e Russia alla frontiera. Mantenimento del controllo di Ankara sull'area in cui ha condotto l'operazione militare Fonte di Pace, da cui i curdi hanno completato stasera il ritiro, alla scadenza dei cinque giorni del cessate il fuoco concordato da Turchia e Usa. Dopo una maratona negoziale di quasi sette ore a Sochi, Recep Tayyip Erdogan ha annunciato un "accordo storico" con il suo "caro amico" Vladimir Putin: Ankara e Mosca "non permetteranno alcuna divisione del territorio siriano", mentre la Turchia ha ottenuto il definitivo allontanamento della "minaccia curda".

"Una decisione significativa, che potrebbe essere una svolta nella situazione di confine tra i due Paesi", la definisce dal canto suo Putin. Di fatto, una spartizione in zone d'influenza. Il memorandum in 10 punti prevede anzitutto che "lo status quo stabilito nell'area dell'attuale Operazione Fonte di Pace tra Tal Abyad e Ras al Ayn, con una profondità di 32 km, verrà preservato".

Erdogan si garantisce dunque che almeno per il momento non ci saranno interferenze del regime di Bashar al Assad nel suo piano per la creazione di una fascia di sicurezza lunga 120 km.

"L'area che abbiamo messo al sicuro con l'operazione militare - ha ribadito il presidente turco - potrà accogliere inizialmente un milione di rifugiati siriani e successivamente un altro milione" dei 3,6 milioni attualmente ospitati in Turchia.

Il nodo più delicato riguardava il resto del confine dove sono presenti i curdi, a est e ovest dell'area attaccata dall'esercito di Ankara, che comprende località strategiche come Manbij e Kobane, la città simbolo della resistenza all'Isis. "Dalle 12 locali di domani (le 11 in Italia) la polizia militare russa e le guardie di frontiera siriane entreranno nell'area di confine con la Turchia in territorio siriano, al di fuori dell'area dell'operazione militare turca, per facilitare entro 150 ore l'evacuazione delle milizie curde Ypg da un'area di 30 km dal confine".

"A quel punto", dopo questa fase di tregua, "Turchia e Russia condurranno pattugliamenti congiunti fino a 10 km entro il territorio siriano". Resta esclusa Qamishli, la 'capitale' dei curdi siriani, dove risiedono decine di migliaia di civili.

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