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IL CONFLITTO

Siria, Putin invita Erdogan ma la Turchia non arretra

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Recep Tayyip Erdogan

La Turchia «non dichiarerà mai il cessate il fuoco» nel Nord-Est della Siria e proseguirà l'operazione militare con o senza il sostegno del mondo. Lo ha annunciato il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, che ha confermato l’intenzione di proseguire con l’offensiva contro i curdi.

Erdogan ha affermato di «non essere preoccupato» per le sanzioni Usa per l'offensiva e ha fatto sapere che andrà a Mosca «entro pochi giorni», invitato da Putin che intanto ha frenato l'offensiva turca con lo schieramento della polizia militare russa come forza d'interposizione.

Intanto, «violenti scontri» sono in corso in queste ore tra i combattenti curdi appoggiati da forze dell’esercito regolare siriano e i miliziani arabi filo-Ankara nei pressi dell’autostrada strategica M4, che attraversa il nord della Siria da Aleppo alla frontiera irachena, a una trentina di chilometri dalla frontiera turca. Lo riferisce l’Osservatorio siriano per i diritti umani

Bombardamenti dell’aviazione e dell’artiglieria turca sono proseguiti a lungo la scorsa notte su Ras al Ayn, uno dei centri strategici al confine tra Turchia e Siria su cui Ankara ha lanciato la sua offensiva. I raid hanno preso di mira le milizie curde che resistono nella città, alle cui porte si trovano soldati di Ankara e miliziani arabi cooptati dalla Turchia del cosiddetto Esercito siriano libero. Lo rende noto l’Osservatorio siriano per i diritti umani, a conferma di quanto riferiscono fonti turche.

 

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