Mercoledì, 17 Luglio 2019
EXIT POLL

Europee: in Germania Merkel prima ma in calo, i Verdi raddoppiano i consensi

In Germania volano i Verdi: raddoppiano i consensi e diventano il secondo partito. In testa, ma in netto calo, c'è la Cdu di Angela Merkel, con i democristiani mai così deboli nella cattolica Baviera, mentre i populisti di destra dell'Afd crescono ma non sfondano come i sondaggi lasciavano temere. Crolla invece l'Spd: sorpassata dagli ambientalisti come seconda forza del Paese, per la prima volta dalla Seconda guerra mondiale perde anche il comune di Brema.

E' il quadro disegnato dagli exit poll delle elezioni europee in Germania, in base al quale ora qualcuno comincia a tenere per la tenuta del governo a Berlino. Anche se dalla Cdu ci si affretta a confermare che il cancellierato di Merkel continuerà fino alla scadenza naturale della legislatura.

Dalla consultazione che ha registrato un'affluenza record - al 60%, mai così alta dalla riunificazione della Germania - arriva insomma una batosta per i partiti tradizionali. L'Unione Cdu-Csu è sì il primo partito con il 27,5%, ma perde ben il 7,8% delle preferenze. Peggio fa l'Spd: ottiene il 15,6%, ben l'11,9% in meno rispetto alle scorse europee del 2014. I Verdi volano invece al 20,5%, con un clamoroso +9,8%, ben oltre le attese che li davano al 17. L'ultradestra di AfD è segnalata al 10,5%: cresce del 3,4% ma non si avvicina nemmeno al 13% che i sondaggi attribuivano ai populisti, danneggiati probabilmente anche dallo scandalo che ha travolto i loro gemelli austriaci dell'Fpoe.

Quanto alle altre liste, la Linke sarebbe al 5,5% (-1,9) ed i liberali della Fdp al 5,5 (-0,6%). Dalla Germania, poi, arriveranno anche deputati del partito animalista, del partito della Famiglia, di Volt e dei Pirati.
Grandi vincitori del voto, i Verdi esultano. "Adesso cambiamo insieme questa Europa", ha ringraziato commossa la co-leader Annalena Baerbock, secondo cui i tedeschi si sono espressi "per la protezione del clima, per la democrazia, contro il populismo e per i diritti dell'uomo". Tutti temi che hanno dominato la campagna elettorale e che i partiti della maggioranza che sostiene Angela Merkel, ammettono i loro stessi leader, non sono stati capaci di affrontare adeguatamente.
Spd e Cdu, cui i Verdi hanno sottratto più o meno un milione di voti ciascuno, hanno perso soprattutto tra i giovani elettori: probabilmente ha influito il video virale su Youtube dell'influencer Rezo che incitava a non votare i partiti di governo accusandoli di non aver fatto abbastanza per la protezione del clima. Se il commissario Ue Günther Oettinger (Cdu) ha parlato di "risultato deludente" per il suo partito che resta comunque il primo, la leader democristiana Annegret Kramp-Karrenbauer ha fatto mea culpa: "Non abbiamo dato le risposte che i cittadini si aspettavano", ha ammesso, mentre il segretario Paul Zemiak ha assicurato che il governo va avanti.
Ma è in casa Spd, alla Willy Brandt Haus, che si piangono lacrime amare.

"I risultati che abbiamo avuto sono estremamente deludenti", ha affermato senza giri di parole la leader del partito socialdemocratico Andrea Nahles, che deve fare i conti anche con la grana di Brema, la città da sempre feudo dei socialdemocratici dove la Cdu avrebbe scalzato dal primo posto l'Spd per la prima volta nella storia. I populisti dell'Afd si dicono invece soddisfatti, anche se si sarebbero aspettati qualcosa di più. "E' stata una campagna difficile, e ci sarebbero stati problemi solo se il risultato non fosse stato a due cifre", ha chiosato Alexander Gauland.

Anche in Francia sorpresa della lista Europe-Ecologie le Verts. Secondo le prime stime diffuse da France 2, i Verdi guidati da Yannick Jadot sono il terzo partito alle Europee , con il 12,8% dei voti, scavalcando la destra dei Republicains dati all'8,3%. Socialisti e France Insoumise di Melenchon a pari merito con il 6,7%, entrambi oltre la soglia di sbarramento del 5%.

Il Rassemblement national è in testa secondo tutti gli exit poll dei principali istituti di sondaggio in Francia, con previsioni di risultato finale fra il 23% e il 24,2%. La Republique en Marche di Emmanuel Macron è situata fra il 21,9 e il 22,5%. La lista Jadot (Verdi) è la sorpresa con una previsione di 12,5-13% di voti.
I Republicains (destra) sono fra l'8 e il 9%. Il Partito socialista con Place Publique di Raphael Glucksmann è testa a testa con La France Insoumise (sinistra radicale), con il 6,2-7%. Le altre liste non avranno deputati a Strasburgo.

Marine Le Pen ha chiesto "lo scioglimento dell'Assemblea Nazionale" dopo il voto di questa sera in
Francia e la modifica del sistema elettorale in senso proporzionale.

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