Giovedì, 14 Novembre 2019
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MALAGA

Bimbo cade in un pozzo, la Spagna col fiato sospeso per il piccolo Yulen

bimbo caduto nel pozzo, Sicilia, Mondo
Foto archivio

È una lotta contro il tempo per salvare il piccolo Yulen, di appena due anni, caduto in un posso profondissimo di 110 metri. Con la Spagna intera aggrappata a un filo di speranza, che col passare delle ore si fa sempre più flebile. E in Italia riporta alla mente quelle drammatiche ore di 37 anni fa quando tutto il Paese seguì, minuto dopo minuto, in diretta tv la tragedia di Alfredino Rampi a Vermicino.

Il rumore delle trivelle con cui i soccorritori provano a scavare una cavità parallela per raggiungere il piccino, precipitato domenica nella fossa di prospezione per l’acqua mentre giocava nei campi a Totalán, vicino Malaga, scandisce il ritmo dei minuti, che corrono inesorabili.

Per mamma Victoria e papà José, i genitori ventenni di Yulen, che assistiti dagli psicologi della protezione civile seguono sul posto l’operazione di soccorso, un’angoscia troppo grande da sopportare.

Vicini e amici di famiglia raccontano che solo due anni fa hanno perduto il figlioletto maggiore, Oliver, di tre anni, colpito da un infarto mentre giocava sulla spiaggia di El Palo, il popolare quartiere di Malaga dove risiedono. Yulen all’epoca era nato da poco nato. Per Victoria, che i vicini chiamano amichevolmente Vicky, impiegata in un centro commerciale, e per José ambulante attualmente disoccupato, un colpo durissimo, dal quale ancora non si erano ancora ripresi.

«Stiamo vivendo un inferno», le uniche parole pronunciate dalla nonna materna del piccolo a Tv Sur, per informare che nessun familiare è in condizioni di rilasciare dichiarazioni. Domenica stavano preparando una paella all’aperto nel terreno di proprietà di un parente, in un’area montuosa vicina al dolmen Cerro de la Corona, nella Sierra di Totalán. Yulen giocava con un altro bambino quando è caduto nel pozzo di prospezione dell’acqua, profondo 110 metri e senza recinzioni.

A dare l'allarme, uno dei familiari, che lo avrebbe visto cadere e avrebbe ascoltato il pianto del bimbo, poi cessato. Come a Vermicino, le dimensioni ridotte del diametro della cavità, solo 25 cm, hanno impedito ai soccorritori di calarsi all’interno.

Oltre cento unità fra vigili del fuoco, squadre di protezione civile, del Salvataggio e Intervento di Montagna e della guardia civile lavorano senza sosta, aiutati di notte dalle cellule fotoelettriche. Il robot con telecamera, inviato da un’impresa tecnologica, ha realizzato numerose missioni nel pozzo ma non è riuscito ad andare oltre i 78 metri, bloccato dal terreno franato.

Ha intercettato solo il sacchetto di caramelle e un bicchiere di plastica che il bambino probabilmente aveva con sé al momento della caduta, come ha confermato la viceprefetto di Malaga, Maria Gamez, ai microfoni della tv Antenna 3. «Si tratta non solo di arrivare al luogo dov'è il bambino, ma di liberarlo dal materiale crollato e salvaguardare la cavità per poter riportare Yulen in superfice», ha aggiunto la Gamez, senza nascondere la complessità tecnica dell’operazione. Ma ha assicurato che «si continuerà a lavorare senza tregua fino a quando il piccolo non sarà localizzato».

A tal fine, nella zona di difficile accesso per le caratteristiche morfologiche del territorio, si lavora con «tre tecniche differenti», secondo quanto ha annunciato il portavoce della guardia civile, Bernardo Moltó. Con tutte le cautele del caso, si sta procedendo a estrarre con una potente pompa aspiratrice il materiale franato a 78 metri di profondità, che impedisce al robot sonda di raggiungere Yulen.

«In secondo luogo si scaverà un pozzo parallelo» a quello nel quale è precipitato il bambino, ha dettagliato il portavoce. Mentre la cavità di 25 centimetri di diametro «sarà intubata», per rafforzarne le pareti e impedire nuovi cedimenti di terreno, che potrebbero seppellire il piccolo.

L’intera Spagna assiste col fiato sospeso all’agonizzante ricerca. Nessuno è in grado di rispondere all’incognita: se sia possibile ritrovare Yulen ancora in vita. E restano per ora senza risposta anche altri inquietanti interrogativi - perché il pozzo, scavato di recente, non era stato recintato? - che saranno oggetto di un’inchiesta giudiziaria.

© Riproduzione riservata

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