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GUERRA

Siria, l'Isis rientra a Palmira dopo un'offensiva di 3 giorni

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Palmira

PALMIRA. Nove mesi dopo esserne stati scacciati dalle forze governative siriane, i jihadisti dell'Isis sono nuovamente penetrati oggi in alcuni quartieri di Palmira, la città sede di uno dei più famosi siti archeologici del Medio Oriente dove, durante dieci mesi di occupazione, si erano abbandonati a distruzioni e ad atrocità sullo sfondo delle rovine romane. È quanto riferiscono questa sera attivisti dell'opposizione dopo un'offensiva-lampo durata tre giorni svoltasi nella quasi totale indifferenza della comunità internazionale, tutta concentrata sulla tragedia di Aleppo.

In quest'ultima città nel nord della Siria continuano i bombardamenti governativi su quello che rimane dell'enclave controllata dai ribelli e dai qaedisti nella parte orientale, in cui rimangono intrappolati decine di migliaia di civili. Gli sforzi diplomatici continuano in queste ore per cercare di mettere fine alle violenze. Il segretario di stato americano John Kerry ha definito «crimini contro l'umanità e crimini di guerra» i bombardamenti del regime, parlando al termine di una riunione a Parigi dei dieci Paesi occidentali e arabi che si oppongono a Damasco. Successivamente, a Ginevra, si è svolta una nuova riunione «tecnica» fra americani e russi per tentare - secondo le parole di Kerry - «di salvare Aleppo da una distruzione assolutamente totale».

L'offensiva dell'Isis su Palmira, che i jihadisti erano stati costretti ad abbandonare nel marzo scorso, è cominciata giovedì e in questi tre giorni gli integralisti hanno preso il controllo di diverse postazioni di difesa dell'esercito siriano e pozzi di petrolio e gas nella regione desertica intorno alla città. A nulla sembrano essere serviti gli intensi bombardamenti effettuati da jet ed elicotteri di Damasco per fermare la nuova avanzata, dopo mesi che avevano visto lo Stato islamico in ritirata sia in Siria sia in Iraq.

L'Isis, tramite la sua agenzia Aamaq, ha detto tra l'altro di avere abbattuto oggi un jet militare. Da parte sua, l'Osservatorio per i diritti umani in Siria (Ondus) si limita a riferire che l'aereo è precipitato, ma non è chiaro se perchè colpito o a causa di un guasto tecnico. Del pilota, finora, non vi è alcuna notizia.

In serata il Collettivo di coordinamento di Palmira, un gruppo di attivisti anti-governativi, ha detto che i jihadisti sono penetrati nel sobborgo di Al Amiriya. L'Ondus riferisce che i miliziani dello Stato islamico sono arrivati fino all'ospedale Tadmor, il nome moderno di Palmira, e ai maggiori silos per la raccolta del grano. Ma sono ancora lontani dal sito archeologico.

Dopo essersi impossessati di Palmira, nel maggio del 2015, gli uomini dello Stato islamico vi imposero la loro brutale interpretazione della Sharia, la legge islamica, usando il teatro romano come luogo per le esecuzioni pubbliche di soldati  siriani e distruggendo vari monumenti, compreso il tempio di Bel. Inoltre, uccisero l'ottantunenne ex direttore del sito, Khaled al Asaad.

Gli Stati Uniti hanno fatto sapere oggi di avere inviato altri 200 soldati in Siria per aiutare le forze curde e arabe nella battaglia per scacciare lo Stato islamico dalla città di Raqqa, nel nord. Tra le nuove truppe ci sono soldati delle forze speciali, che si vanno ad aggiungere ai circa 300 soldati americani già dispiegati.

E a nord di Raqqa, secondo l'Ondus, almeno 19 civili, compresi diversi bambini, sono stati uccisi ieri in un bombardamento compiuto da aerei della Coalizione internazionale a guida americana.

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