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USA 2016

Hacker del Pentagono nei sistemi russi. Cremlino: è cyber-terrorismo

NEW YORK. A tre giorni dal voto negli Stati Uniti rispunta l'«arma» del cyber-attacco che lo scorso 21 ottobre ha messo in ginocchio le connessioni americane, mandando offline servizi popolari come Amazon, Twitter e Spotify.

Gli hacker del Pentagono sono riusciti a penetrare i sistemi di comando del Cremlino, rendendoli vulnerabili ed esposti a possibili attacchi hacker se ciò dovesse essere ritenuto necessario dagli Usa, in particolare se si realizzasse la minaccia contro le elezioni presidenziali americane di martedì  prossimo.

E' quanto emerge da alcuni documenti top secret dell'intelligence americana di cui la Nbc e' venuta in possesso. Violati anche la rete elettrica e quella delle telecomunicazioni della Russia. Dalle carte emerge come gli Stati Uniti abbiano di fatto seminato 'malware' nascosti in parte delle strutture e infrastrutture critiche della Russia, cosi' come quest'ultima - accusano da settimane gli americani - hanno fatto con gli Usa.

Gli esperti spiegano come di fatto si stiano preparando i campi di battaglia per un possibile cyberscontro che potrebbe avere tra le conseguenze principali anche l'interruzione delle reti internet. L'amministrazione Obama considererebbe quindi un attacco al voto da hacker come Guccifer 2.0 - considerati vicini all'intelligence russa - come un vero e proprio atto di guerra a cui rispondere.

"Le misure per assicurare la cyber-sicurezza e la sicurezza dei sistemi informativi sono al momento capaci di fronteggiare le minacce ufficialmente ventilate contro di noi dai rappresentanti di altri paesi". Così il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov ha commentato le indiscrezioni pubblicate da NBC secondo cui hacker del Pentagono avrebbero infiltrato la rete di comando del Cremlino.

Per Mosca, senza smentita Usa, è cyber-terrorismo di Stato "Se non arriverà una reazione ufficiale da parte dell'amministrazione americana significherà che negli Stati Uniti esiste il cyber-terrorismo di Stato". Così la portavoce del ministero degli Esteri Maria Zakharova sul sito del ministero.

"Se le minacce di attacco, che sono state diffuse dai media americani, vengono eseguite, Mosca avrebbe ragione a chiedere che Washington se ne assumesse in toto le conseguenze", ha sottolineato Zakharova lasciando intendere iniziative di natura legale.

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