Giovedì, 29 Ottobre 2020
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PROVINCIA DI LOGAR

Talebani vestiti da donna fanno strage in tribunale: morto un procuratore

KABUL. Un commando di tre talebani pesantemente armati e vestiti da donna ha attaccato oggi l'edificio della Corte d'Appello della provincia centrale afghana di Logar, uccidendo il procuratore provinciale, appena insediatosi, ed altre sei persone, fra cui anche un vice procuratore e alcuni altri dipendenti del tribunale. Almeno 23 i feriti.

I militanti, secondo la ricostruzione del vice capo della polizia Nisar Ahmad Abdul Rahimzai, sono entrati in azione a metà mattinata nel capoluogo Pul-i-Alam, quando in tribunale si svolgeva la cerimonia di presentazione del nuovo procuratore provinciale Mohammad Akram Nejat al primo giorno di servizio, ed hanno cominciato a sparare sui presenti. Uno degli attaccanti è riuscito ad attivare la carica esplosiva che portava indosso, aggravando il bilancio delle vittime.

Entrate in azione, le forze dell'ordine afghane hanno impegnato il commando in uno scontro a fuoco durato due ore, al termine del quale i due militanti superstiti sono stati uccisi. L'operazione è stata condannata dalla Missione delle Nazioni Unite di assistenza all'Afghanistan (Unama). In un comunicato stampa il suo responsabile, Nicholas Haysom, ha rivolto un appello alle autorità afghane affinché facciano tutto il possibile per proteggere il personale giudiziario" che "non è una componente combattente e quindi non deve mai essere oggetto di attacchi" .

Nella sua rivendicazione, il portavoce dell'Emirato islamico dell'Afghanistan, Zabihullah Mujahid, ha sostenuto che "una decina di dipendenti della giustizia locale sono stati uccisi dai mujaheddin, fra cui anche il nuovo procuratore provinciale, mentre altre 20 sono rimaste ferite". Si tratta del terzo attacco sferrato dai talebani dopo che l'8 maggio scorso il governo afghano ha reso esecutiva l'impiccagione di sei militanti che si trovavano nel 'braccio della morte' del carcere di Kabul.

Poco prima l'Emirato islamico aveva chiesto di sospendere l'esecuzione della condanna a morte minacciando, in caso contrario, pesanti rappresaglie nei confronti del personale operante nel settore giudiziario afghano. Minaccia tradotta quasi subito in realtà perché il 25 maggio scorso, in un attentato in piena Kabul è stato preso di mira un autobus che trasportava personale della Corte d'Appello della provincia di Maidan Wardak, con un bilancio di undici morti. E il primo giugno un altro commando di talebani aveva assaltato la Corte d'appello della provincia di Ghazni uccidendo dieci persone: quattro attaccanti, un agente di polizia e cinque civili.

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