Mercoledì, 28 Ottobre 2020
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CAUSE ANCORA INCERTE

Disastro aereo Egyptair, fumo a bordo prima di precipitare

Un allarme "smoke" in uno dei bagni sarebbe infatti stato trasmesso dai dati automatici inviati dall'aereo

 CAIRO. Le squadre di ricerca hanno localizzato le scatole nere del volo Egyptair nel tratto di mare in cui sono stati ritrovati resti umani e i rottami dell'aereo precipitato con 66 persone a bordo. Lo riferiscono fonti governative egiziane a CBS News.

Le forze armate egiziane hanno pubblicato prime foto di rottami ed effetti personali di passeggeri del volo Egyptair precipitato a nord di Alessandria d'Egitto.

Sulla sua pagina Facebook, il portavoce Mohamed Samir ha pubblicato «una parte delle foto dei rottami dell'aereo e degli effetti personali dei passeggeri», è scritto nel testo che accompagna le cinque immagini. Si vedono una coperta per bambini, giubbotti di salvataggio, buste in plastica con il logo della compagnia.

Una prima immagine (accompagnata dalla didascalia «parti dei rottami dell'aereo») mostra pezzi di metallo tra cui uno azzurro a forma di «H» in parte deformato e con una chiara scritta «EgyptAir» su campo bianco.

Una seconda mostra «parti del sedile» e la terza un «giubbotto di salvataggio» giallo, sempre con la scritta della compagnia di bandiera egiziana. La quarta foto ritrae altre «parti dei rottami dell'aereo», però con accanto anche un oggetto di stoffa che porta ricamata una farfalla dal tratto infantile. L'ultima immagine ha la didascalia «giubbotto di salvataggio sotto il sedile».

Investigatori francesi hanno confermato la presenza di fumo in diverse parti dell'aereo dell'Egyptair prima che precipitasse nel mare con 66 persone a bordo. La presenza di fumo sarebbe stata segnalata da più rilevatori di fumo a bordo. Le cause, hanno aggiunto, restano però incerte.

Il portavoce dell'agenzia  francese per le indagini sugli incidenti aerei, Sebastien Barthe, ha detto che il sistema automatico di segnalazione a bordo ha inviato messaggi indicando la presenza di fumo, pochi minuti prima che l'aereo scomparisse dal radar. I messaggi, sostiene Barthe, «indicano generalmente l'inizio di un incendio». «Non traiamo nessuna conclusione da quest'ultima notizia. Il resto sono congetture», ha aggiunto.

Il ministro degli Esteri francese Jean-Marc Ayrault ha detto che per il momento non c'è «alcuna indicazione» valida per privilegiare qualche ipotesi. «Certamente non si può escludere che si sia trattato di un attentato terroristico», ha constatato il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni basandosi su quanto risulta evidente e ripetuto dal governo francese.

L'Airbus A320 è caduto senza lanciare Sos in condizioni meteorologiche ottimali. A differenza di quanto avvenuto con il charter russo esploso in volo sul Sinai a fine ottobre, quando l'Isis rivendicò la bomba dopo cinque ore, a quasi due giorni dal disastro nessuna organizzazione terroristica si è fatta viva per firmare la tragedia dell'Egyptair.

La presidenza egiziana, nel formulare condoglianze ai parenti delle vittime, ha parlato di «deplorevole incidente», sebbene i giornali governativi del Cairo gridino a un complotto ordito per colpire i rapporti politico militari tra Egitto e Francia. Secondo tre responsabili per la sicurezza europea, nessuno dei passeggeri compariva nella lista internazionale di potenziali terroristi.

La pista terroristica però viene di fatto seguita con controlli allo scalo di decollo dell'Egyptair, l'immenso Roissy-Charles-de-Gaulle, a caccia di un'ipotetica complicità tra un terrorista e un dipendente del personale di terra dell'aeroporto parigino nonostante l'impianto sia già sottoposto ad ispezioni a tappeto per il rispetto degli standard europei di sicurezza, considerati «i più alti al mondo».

Fra gli elementi emersi in mare c'è anche una macchia di carburante rilevata da uno dei satelliti dell'Esa, l'Agenzia spaziale europea. Le informazioni vengono vagliate da una commissione d'inchiesta egiziana che collabora con inquirenti francesi e un esperto del gruppo Airbus: a guidare le indagini c'è l'alto funzionario egiziano che si occupò del charter russo.

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